Il calcio come patrimonio territoriale: la visione di Paolo Bedin per una Serie B oltre lo sport
Il calcio non è solo una competizione tra squadre, ma un’infrastruttura di valore pubblico, capace di generare benessere sociale, economico e identitario per i territori. È questa la visione espressa da Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, durante il suo intervento al convegno “Lo Sport come infrastruttura trasversale del sistema economico”, tenutosi presso il Salone d’Onore del Coni.
Bedin, rispondendo a una domanda sul ruolo del calcio come architettura di interesse collettivo, ha evidenziato come ogni società professionistica debba assumersi una responsabilità che va oltre la mera partecipazione a un campionato. “Ogni società calcistica professionistica deve avere la consapevolezza di ricoprire non solo il compito di allestire una rosa di giocatori per la disputa di una competizione, bensì di avere la consapevolezza e la relativa responsabilità nel rappresentare un patrimonio territoriale”, ha affermato il presidente.
Secondo Bedin, la funzione di un club non si esaurisce nell’evento sportivo, ma si estende a dimensioni aggregative, economiche, educative e di valorizzazione del territorio. “Il club è identità e senso di appartenenza di una comunità e deve conseguentemente creare sinergie con tutto il territorio, inteso come istituzioni, associazioni, imprenditoria e mondo del volontariato, oltre che naturalmente con i propri appassionati”, ha spiegato.
Questa visione sottolinea come il calcio, in particolare nel contesto della Serie B, non sia un fenomeno isolato, ma un tessuto connettivo che lega istituzioni, imprese e cittadini, contribuendo attivamente alla crescita delle comunità locali.
Per dimostrare l’impatto concreto della Serie B sul territorio, Bedin ha portato dati significativi: 4 milioni di spettatori ogni stagione, 8,3 milioni di followers sui social network e 5.000 tesserati, che diventano centinaia di migliaia se si considerano anche le società affiliate. “Questi dati testimoniano come il calcio rappresenti una vera infrastruttura di valore pubblico, essenziale per il benessere sociale ed economico di una comunità, non solo sportiva”, ha concluso.
L’intervento di Bedin si inserisce in un dibattito sempre più attuale sul ruolo dello sport come leviera di sviluppo sostenibile. La Serie B, con la sua diffusione capillare e il legame con i territori, si candida a essere non solo un campionato di calcio, ma un laboratorio di innovazione sociale, in grado di generare opportunità e coesione.
In un contesto in cui il calcio è spesso al centro di critiche per gli eccessi economici e le dinamiche speculative, le parole del presidente della Lega Serie B richiamano all’origine popolare di questo sport, ricordando che il suo vero valore risiede nella capacità di unire, educare e valorizzare le comunità che rappresenta.