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«I nostri tifosi sono da Champions League»: l'elogio di Inzaghi dopo Palermo-Catanzaro

di Redazione Notiziario del Calcio

Una serata che rimarrà impressa nella memoria, una prova di orgoglio che va oltre il risultato del campo. Il Palermo, nonostante la mancata qualificazione, ha saputo conquistare il cuore dei propri sostenitori in un match memorabile. «La squadra è stata fantastica. Io penso che stasera sia una delle giornate di sport che mi porterò per sempre nel mio cuore, perché quello che è successo oggi in Italia è da stadio inglese. Non succede mai: questa gente ci ha dato una grande lezione di tifo e di affetto per una squadra che meritava chiaramente di vincere più di 3-0», ha dichiarato un emozionato Inzaghi al termine della sfida.

L'allenatore ha poi voluto tracciare un bilancio dell'intera stagione, sottolineando il legame profondo creatosi tra la squadra e la città. «Oggi io devo fare, devo chiudere un cerchio e sono molto felice. Questa squadra ha un'anima, ha riconquistato la propria gente e sta diventando all'altezza della nostra società e dei nostri tifosi, che sono sicuramente da Champions League. Ci stiamo avvicinando con pazienza, lavoro e dedizione. I 72 punti in campionato sono una cifra importante; di solito, insomma, nove volte su dieci si va in Serie A, non è bastato».

Nonostante l'amarezza per l'eliminazione, la prestazione resta motivo di grande orgoglio per il tecnico rosanero: «Non è bastato neanche stasera fare, penso, una partita memorabile che, al di là di tutto, rimarrà per sempre nei nostri occhi, perché vedere quei leoni combattere su ogni palla, e avrebbero meritato di giocarsi la finale, è qualcosa per cui la gente ti regala quell'ovazione». Inzaghi ha già proiettato lo sguardo al futuro: «Ci deve servire per un altro ritiro, per partire ancora più forti. Probabilmente quest'anno non eravamo ancora pronti per fare il grande salto, ma questa è la strada giusta».

Sul fronte opposto, il Catanzaro ha vissuto una serata di sofferenza pura, riuscendo però a portare a casa la qualificazione alla finale. «È stata una partita di sofferenza e questo mi rende ancora più orgoglioso, perché a volte si parlava anche tra di noi che forse poteva mancare quella bruttezza che, nel calcio, in determinati momenti deve essere fondamentale. Quella bruttezza, per modo di dire, quel capire che bisogna difendersi, capire che bisogna usare meno il fioretto», ha commentato Aquilani.


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