Empoli, Dionisi mastica amaro: «Partita nelle nostre mani, poi l'episodio che ha rovinato tutto»
La sconfitta maturata sul campo del Bari lascia un retrogusto amaro in casa Empoli, specialmente per il modo in cui è maturata. Il tecnico dei toscani, Alessio Dionisi, ha analizzato la sfida sottolineando come un singolo momento abbia stravolto completamente l'inerzia di un match che i suoi uomini stavano conducendo con autorità.
Al centro delle riflessioni dell'allenatore c'è inevitabilmente l'allontanamento dal campo di Lovato, un provvedimento che ha costretto gli azzurri a una gara di estremo sacrificio. «L’episodio ha cambiato tutto. L’espulsione ha inevitabilmente modificato gli equilibri» ha esordito Dionisi, lamentando una gestione disciplinare che a suo avviso ha penalizzato eccessivamente la propria squadra.
Il tecnico non ha nascosto i propri dubbi sulla dinamica che ha portato al cartellino rosso, pur cercando di non cercare scuse facili per il risultato finale. «Onestamente mi è sembrata una decisione severa, soprattutto considerando che arrivavamo già da un’ammonizione che ci era parsa generosa, ma non voglio attaccarmi agli alibi» ha precisato il mister, rimarcando come lo scenario sia mutato in un istante.
Dover gestire settanta minuti di gioco in inferiorità numerica è un'impresa che avrebbe messo in crisi chiunque, eppure l'Empoli ha provato a resistere con le unghie e con i denti. Dionisi ha voluto riconoscere il merito ai suoi ragazzi per non aver mai abbassato la guardia: «La squadra non ha mai mollato, ha provato a restare dentro la partita, ha lottato».
Tuttavia, la determinazione non è bastata a compensare alcune disattenzioni che il tecnico proprio non riesce a digerire. Il punto di rottura definitivo è stato il raddoppio dei padroni di casa, un momento che ha spento le ultime speranze di rimonta. «Il secondo gol, però, è molto evitabile e su quello sono arrabbiato» ha tuonato l'allenatore dell'Empoli.
L'amarezza deriva dalla convinzione che, nonostante l'uomo in meno, la partita potesse essere tenuta in bilico fino al termine. Secondo Dionisi, se il punteggio fosse rimasto ancorato sull'uno a uno, il finale di gara avrebbe potuto regalare una narrazione differente e forse un esito più generoso per i suoi colori.
Invece, l'imprecisione difensiva su un traversone laterale è costata carissima. «In quel momento dovevamo essere ancora più attenti. In certe situazioni potevamo fare meglio, soprattutto in occasione del secondo gol, dove su un cross siamo stati troppo leggeri» ha ammesso il mister, sottolineando come la negligenza a questi livelli sia un errore imperdonabile.
Si tratta di una battuta d'arresto che pesa nell'economia del campionato, essendo arrivata in uno scontro diretto, ma che non deve minare le certezze del gruppo. «Andiamo via dispiaciuti, non con le ossa rotte, ma consapevoli di aver speso tantissimo a livello fisico e mentale» ha riflettuto Dionisi, fiero dell'approccio iniziale dei suoi.
L'avvio di gara era stato infatti di marca prettamente toscana, con un pressing asfissiante che aveva messo alle corde il Bari. «Mi aspettavo una partenza importante e devo dire che c’è stata. Li abbiamo schiacciati nella loro metà campo, li abbiamo messi in difficoltà» ha ricordato l'allenatore, rivendicando la bontà della preparazione tattica.
Poi, però, il calcio ha presentato il suo verdetto più crudo, quello che premia solo chi riesce a finalizzare e portare a casa il bottino pieno. Dionisi ha reso onore ai vincitori, pur ribadendo che la contesa è stata nelle mani dell'Empoli fino a quando le forze sono state pari. «Questo sport è semplice: conta chi vince, e oggi ha vinto il Bari, quindi complimenti a loro».
L'analisi si è poi spostata sull'atteggiamento degli avversari, che hanno saputo approfittare del vantaggio numerico per alzare i giri del motore. Nella ripresa, infatti, i pugliesi hanno aumentato pressione e intensità, comprendendo che l'inerzia del match era ormai girata a loro favore dopo l'espulsione che ha spezzato il ritmo degli azzurri.
Secondo il mister, i rivali hanno interpretato bene il momento, limitandosi ad attendere che l'Empoli faticasse a creare gioco. «Ci siamo complicati la vita da soli» ha concluso amaramente Dionisi, convinto che senza quella leggerezza iniziale la storia al San Nicola sarebbe stata scritta in modo radicalmente diverso.