Cesena, non solo Floccari: spuntano nuovi nomi per il ruolo di direttore sportivo
Il Cesena sta vivendo ore di profonda riflessione interna che hanno portato la proprietà americana a rivedere radicalmente la strategia per la prossima stagione sportiva. Il board societario appare attualmente diviso sulla riconferma del tecnico Ashley Cole, portando a un improvviso rallentamento della trattativa.
La nuova linea guida stabilita dai vertici prevede ora una precisa gerarchia operativa: la priorità assoluta è l'individuazione del nuovo direttore sportivo, a cui spetterà poi il compito di scegliere l'allenatore.
Proprio nella giornata di ieri si è tenuto un nuovo contatto telefonico tra la proprietà e Sergio Floccari, considerato da tempo uno dei profili più accreditati per ricoprire l'incarico dirigenziale.
L'ex attaccante della Lazio, che come mostrato in immagine.jpg è stato già avvistato in tribuna al Manuzzi, non sarebbe tuttavia l'unico candidato al vaglio della società per il ruolo di ds.
Oltre a Floccari, la dirigenza starebbe valutando almeno altre tre figure di rilievo, tra cui spicca il nome di Andrea Mancini, attualmente impegnato nei quadri tecnici della Sampdoria.
Sullo sfondo restano vive anche le piste che portano a Mauro Pederzoli, oggi al Rapid Bucarest, e a Mauro Meluso, reduce dall'ultima esperienza professionale maturata nelle file del Perugia.
In questo clima di incertezza, il direttore generale Corrado Di Taranto attende indicazioni chiare dalla proprietà per procedere con la definizione dei passaggi burocratici e tecnici fondamentali.
Le recenti dichiarazioni dell'ex ds Fusco hanno sottolineato come spesso le proprietà americane tendano a intervenire direttamente nelle scelte che competerebbero invece all'area sportiva.
Proprio questo aspetto sembra aver influito sulla situazione del Cesena, dove l'incertezza sulla posizione di Cole ha spinto a riconsiderare l'intera organizzazione dell'area tecnica.
In attesa dell'iscrizione al campionato prevista per giugno, l'auspicio della piazza è che dagli Stati Uniti arrivino decisioni rapide per non compromettere la programmazione del mercato.