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Cesena al bivio: il futuro di Ashley Cole è un rebus che spacca la società

di Redazione Notiziario del Calcio

Il futuro della guida tecnica del Cesena non appare più così certo come qualche mese fa, quando la scelta di Ashley Cole sembrava una scommessa definita. Dopo il pareggio interno per 2-2 contro il Frosinone dello scorso 14 marzo, le speranze erano riposte nel raggiungimento dei play-off, ma il mancato approdo alla fase post-season ha rimescolato le carte in tavola. Proprio per non alimentare i dubbi della piazza sulla solidità del progetto, il rinnovo del tecnico inglese era stato originariamente vincolato alla partecipazione agli spareggi promozione, che però iniziano oggi senza i bianconeri.

Il rendimento della squadra sotto la gestione dell'ex stella di Arsenal e Chelsea non ha convinto pienamente, portando il Cesena a chiudere all'undicesimo posto, distante tre posizioni e tre lunghezze dall'Avellino. Se si considera che il precedente tecnico, Mignani, aveva mantenuto la squadra stabilmente tra le prime otto per l'intera durata del suo incarico, appare evidente come il cambio in panchina non abbia prodotto l'effetto sperato dalla proprietà. Adesso, i vertici societari sono chiamati a una riflessione profonda per evitare che la prossima stagione nasca sotto una cattiva stella.

Come si evince dal documento immagine.jpg, la decisione definitiva sul destino di Cole è attesa entro la fine della settimana, ma all'interno della compagine societaria sembra esserci una spaccatura tra i soci. Un approccio professionale richiederebbe che la scelta dell'allenatore per l'annata 2026-2027 fosse delegata alle figure competenti, ovvero il direttore generale e il futuro direttore sportivo. In questo senso, l'indicazione del DG Corrado Di Taranto potrebbe ricadere su Sergio Floccari, lasciando poi ai responsabili dell'area tecnica l'onere di individuare il profilo più idoneo per la panchina.

L'esperienza maturata finora suggerisce agli investitori americani, divisi tra New York e la California, che per non disperdere risorse è fondamentale ascoltare chi possiede competenze calcistiche specifiche. La riconferma di Cole avrebbe un senso logico solo se il club fosse in grado di allestire una squadra estremamente competitiva, simile al Venezia di quest'anno. Tuttavia, resta il dubbio se la proprietà del Cavalluccio sia disposta a investire cifre nell'ordine dei 25 o 30 milioni di euro per il prossimo campionato.

Senza un investimento di tale portata, confermare il tecnico inglese rischierebbe di diventare una mossa estremamente azzardata, paragonabile a un giro di roulette russa. In caso di fallimento, spetterebbe nuovamente ai soci americani spiegare alla tifoseria di Cesena, già visibilmente delusa dall'attuale board, le ragioni di tali scelte. La responsabilità di rifondare e far correre il Cavalluccio rimane nelle mani degli investitori d'oltreoceano, che devono ora decidere se continuare sulla strada intrapresa o cambiare radicalmente rotta.


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