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Catanzaro, Polito spiega la strategia di mercato: «Priorità all'equilibrio del gruppo»

di Elena Carzaniga

Il Catanzaro ha chiuso la sessione invernale di calciomercato seguendo una linea precisa: salvaguardare l'equilibrio di un gruppo già collaudato, senza stravolgimenti e privilegiando profili motivati e funzionali al progetto tecnico. A illustrare la filosofia operativa del club calabrese è stato il Direttore Sportivo Ciro Polito, che in conferenza stampa – le cui dichiarazioni sono state riprese da uscatanzarocalcionews.it – ha delineato i principi guida che hanno orientato le scelte societarie.

"Per questo mercato, siamo partiti da una base chiara, questa era una squadra che non aveva bisogno di essere stravolta. Qui vogliamo giocatori che abbiano orgoglio nel vestire questa maglia e che siano disposti a lottare per questa città", ha esordito Polito, ponendo l'accento sulla volontà di non alterare le dinamiche di uno spogliatoio che ha già trovato la propria identità.

Questa impostazione ha condizionato l'approccio al mercato in entrata, portando la dirigenza giallorossa a rinunciare deliberatamente ad alcuni profili che, pur validi dal punto di vista tecnico, avrebbero rischiato di creare squilibri nell'economia complessiva della rosa.

Una delle scelte più significative riguarda il reparto arretrato, dove il club ha deciso di non intervenire con l'inserimento di un difensore esperto. Una decisione che potrebbe apparire controintuitiva, ma che trova una logica precisa nelle parole del Direttore Sportivo: "Quando arriva un giocatore esperto bisogna chiedersi chi dovrebbe aspettare per giocare: qui, del resto, ci sono titolari consolidati e altri che spingono forte. Quando operiamo, dobbiamo scegliere un profilo che possa integrarsi nel gruppo, contribuire alla squadra e, al tempo stesso, sviluppare le proprie potenzialità".

La filosofia evidenziata da Polito privilegia dunque la crescita collettiva e individuale dei giocatori già presenti in organico, evitando di bloccare percorsi di sviluppo con innesti che, per quanto qualificati, finirebbero per limitare lo spazio di chi sta già dimostrando il proprio valore.

Analoga riflessione ha guidato le valutazioni relative al settore offensivo. Anche in questo caso, la dirigenza ha scelto di non forzare la mano: "E vi dico anche del reparto avanzato: abbiamo attaccanti che ci danno soddisfazioni e inserire un altro nome, solo per il gusto di farlo, avrebbe potuto compromettere un equilibrio costruito nel tempo. Gliozzi del Modena avrebbe creato uno squilibrio importante a livello salariale, con ripercussioni sull'intero gruppo".

Il riferimento esplicito a Gliozzi del Modena è indicativo della concretezza con cui il Catanzaro ha valutato le opportunità di mercato. L'attaccante emiliano rappresentava un'opzione tecnicamente interessante, ma il suo ingaggio avrebbe generato disparità economiche tali da incidere negativamente sul clima dello spogliatoio, un rischio che la società non ha voluto correre.

Sul fronte delle cessioni, Polito ha fornito chiarimenti puntuali su due operazioni che hanno caratterizzato la finestra di gennaio. La partenza di Bettella è stata gestita nel rispetto delle esigenze del calciatore: "Bettella ha scelto di andarsene e abbiamo rispettato la sua decisione: non era un titolare inamovibile, ma un giovane di grande prospettiva, e il club ha agito con equilibrio per sostituirlo con un profilo funzionale alla squadra".

Più articolata la vicenda legata a Pandolfi, protagonista di una cessione che nasce da esigenze reciproche: "Pandolfi invece ha avuto richieste e opportunità, ma la nostra priorità era preservare l'equilibrio del gruppo e dare spazio a giocatori motivati e funzionali al nostro progetto. Quando ha manifestato malcontento e la necessità di cercare più spazio altrove, abbiamo deciso di anticipare l'arrivo di Koffi, che risponde alle caratteristiche che cerchiamo, come età, margini di crescita e motivazioni".

L'innesto di Koffi, dunque, non è stato un semplice rimpiazzo numerico, ma una scelta mirata su un profilo giovane, con prospettive di sviluppo e la giusta motivazione per inserirsi nel contesto giallorosso.

A testimoniare la solidità del progetto tecnico e la qualità dell'ambiente creato all'interno dello spogliatoio, Polito ha voluto evidenziare l'attaccamento di alcuni elementi della rosa che, pur avendo ricevuto offerte allettanti, hanno scelto di rimanere: "Pontisso è uno di quelli che ha questi colori addosso, uno che non ha mai bussato alla porta, pur sapendo di avere delle opportunità. E anche Cisse ha avuto la possibilità di andare subito in un club importante, ma ha deciso di restare per rispetto del gruppo e del percorso iniziato qui. Una scelta bella".

Le permanenze di Pontisso e Cissé rappresentano un segnale inequivocabile della bontà del lavoro svolto dalla società, capace di costruire un progetto credibile e coinvolgente, in cui i giocatori si riconoscono e per il quale sono disposti a rifiutare occasioni di prestigio.

Le parole di Ciro Polito delineano un approccio al mercato che va oltre la mera logica dei nomi e dei curriculum. Il Catanzaro ha scelto di investire sull'identità, sulla coesione e sulla motivazione, elementi intangibili ma determinanti per il rendimento di una squadra. La decisione di rinunciare a profili tecnicamente interessanti ma potenzialmente destabilizzanti dal punto di vista economico e ambientale dimostra una visione manageriale consapevole e lungimirante.

In un calcio sempre più dominato dalla logica del risultato immediato e dei colpi di mercato ad effetto, la strategia del club calabrese rappresenta un modello alternativo, fondato sulla costruzione paziente di un gruppo compatto e motivato. L'attaccamento dimostrato da giocatori come Pontisso e Cissé conferma che questo approccio sta dando i frutti sperati, creando un ambiente in cui i calciatori si sentono parte di un progetto autentico e condiviso.

Il mercato del Catanzaro si chiude dunque all'insegna della continuità e della coerenza, con interventi mirati e funzionali alle esigenze della squadra, senza cedere alla tentazione di operazioni che avrebbero potuto garantire visibilità mediatica ma a scapito dell'equilibrio collettivo. Una filosofia che, nelle intenzioni della dirigenza giallorossa, dovrà tradursi in risultati sul campo attraverso il lavoro quotidiano e l'orgoglio di difendere i colori di una città.


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