Bari, mister Longo: «Il percorso della salvezza è di grande sofferenza»
Il tecnico del Bari, Moreno Longo, è intervenuto ai microfoni di RadioBari al termine del confronto casalingo contro il Palermo, analizzando con estrema lucidità una sconfitta che brucia ma che, a suo dire, ha offerto anche spunti interessanti per gran parte della contesa. L'allenatore ha voluto premiare l'approccio dei suoi ragazzi, sottolineando come per quasi sessanta minuti la squadra abbia saputo tenere testa a un avversario di rango superiore.
«Certamente circa un'ora di gioco è stata soddisfacente se guardiamo ai ritmi, alla cattiveria agonistica e all'atteggiamento mostrato in campo» ha esordito Longo nella sua disamina post-partita. La prestazione dei biancorossi è stata però incrinata dalla rete del vantaggio rosanero, che ha cambiato drasticamente l'inerzia del match e ha messo a nudo alcuni limiti strutturali del gruppo pugliese.
Secondo il mister, la rete siglata da Le Douaron ha aperto una fase del match prevedibile quanto complicata da gestire: «Eravamo consapevoli che avremmo incontrato delle criticità in quel frangente. Il Palermo poteva contare su una fisicità e una qualità tecnica differenti dalle nostre. Tuttavia, in momenti simili, la squadra ha l'obbligo di non smarrirsi, anche quando il punteggio è sfavorevole e le avversità aumentano».
Longo ha poi mostrato grande vicinanza umana ai suoi giocatori, riconoscendo il peso psicologico che molti di loro si trascinano dietro: «Bisogna riuscire a restare nel vivo del match anche contro corazzate di questo livello. Comprendo perfettamente lo stato d'animo dei ragazzi, reduci da oltre un semestre di tribolazioni, e hanno tutta la mia vicinanza. Sappiamo che la strada verso la permanenza nella categoria sarà tortuosa e caratterizzata da continui sbalzi di rendimento».
Un capitolo a parte è stato dedicato alle condizioni fisiche di Rao, uscito anzitempo dal rettangolo verde. Le prime sensazioni non sembrano essere delle migliori, stando alle parole dell'allenatore: «Il ragazzo ha riferito di aver ricevuto una botta al polpaccio che gli ha causato un indurimento muscolare. La dinamica che abbiamo osservato durante la sua corsa non ci lascia molto sereni, ma preferisco non sbilanciarmi prima dei necessari accertamenti clinici».
Per quanto riguarda le scelte tattiche e l'inserimento dei nuovi volti, Longo ha spiegato le sostituzioni effettuate durante la gara, motivandole con la necessità di riequilibrare la formazione. «Sulla fascia sinistra Mane stava interpretando bene il suo compito, ma alla fine della prima frazione ho avvertito l'esigenza di cambiare per dare più sostanza alla trequarti. Abbiamo dato spazio a Cuni e al giovane Cavuoti, che ha bisogno di fare esperienza e accumulare minuti».
Inevitabilmente, l'attenzione si è spostata sulla chiusura imminente della sessione di mercato invernale. Il tecnico non ha nascosto la necessità di intervenire sulla rosa per colmare alcune lacune evidenti: «Mi aspetto che arrivino volti nuovi. So che ci sono operazioni che potrebbero concludersi a breve. Se decidiamo di inserire nuovi elementi è perché siamo convinti che possano elevare il tasso tecnico del gruppo, e spero che accada in fretta perché ne abbiamo estremo bisogno».
Longo ha poi chiarito quali siano le caratteristiche fondamentali ricercate da Valerio Di Cesare e dai vertici societari per rinforzare l'organico. «A questa formazione mancano struttura fisica e peso atletico. Fatichiamo particolarmente sotto questo aspetto, specialmente quando si tratta di difendere o offendere sulle palle inattive. Oltre ai chili, cerchiamo giocatori che abbiano velocità e dinamismo nelle gambe».
La conclusione del tecnico è un mix di realismo e fiducia nell'operato della dirigenza in queste ore concitate: «Queste due doti, fisicità e dinamismo, sono ormai imprescindibili per noi. Sono sicuro che tutto ciò che sarà possibile fare per migliorare la situazione, Di Cesare proverà a portarlo a termine prima del gong finale, nonostante le complessità burocratiche e i tempi ristretti di questa finestra di riparazione».