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Bari, Cavuoti dopo la sconfitta: «Mancato coraggio, ma non siamo rassegnati»

di Andrea Villa

La sconfitta casalinga contro il SüdTirol lascia l'amaro in bocca in casa Bari, ma Nicolò Cavuoti, centrocampista offensivo approdato in biancorosso nel mercato di gennaio proveniente dal Cagliari, non vuole sentir parlare di rassegnazione. Ai microfoni di Radio Bari, il giocatore ha analizzato la prestazione della squadra e il delicato momento che sta attraversando il club pugliese.

L'analisi tattica del match evidenzia una prima frazione di gioco troppo prudente, come ammesso dallo stesso Cavuoti: "È mancato un po' di coraggio, dovevamo osare di più e il mister ha cambiato modulo a fine primo tempo proprio per questo". Una correzione in corsa che però non ha prodotto gli effetti sperati, con la ripresa che si è rivelata ancora più complicata della prima parte di gara.

Il cambio di atteggiamento nella seconda frazione non ha portato i frutti desiderati. Anzi, la rete subita dopo appena tre minuti dalla ripresa ha minato ulteriormente le certezze della squadra. "Non siamo rassegnati, magari siamo stati più attenti nel primo tempo, mentre nel secondo abbiamo preso gol dopo tre minuti e ci sta che ci si butti giù e si pensi alle cose negative", ha spiegato il centrocampista, come riportato da TuttoBari.com.

Nonostante la situazione di classifica tutt'altro che confortante, Cavuoti cerca di trasmettere ottimismo guardando ai numeri. La zona salvezza diretta e quella playout sono ancora a portata di mano: "La classifica non è la migliore, però abbiamo dalla nostra parte il fatto che mancano tredici partite e che i playout e la salvezza sono solo a due e quattro punti". Un margine ridotto ma che mantiene vive le speranze di evitare la retrocessione.

Sul piano individuale, il nuovo acquisto sta gradualmente trovando spazio negli schemi del tecnico Moreno Longo. Cavuoti non nasconde la propria soddisfazione per la fiducia ricevuta: "Sto mettendo minuti nelle gambe, quest'anno ho giocato poco, e lo ringrazio per la fiducia. Non aver giocato tanti minuti non pesa nel rendimento, anzi porta tanto entusiasmo. Io sono più che contento di mostrare il mio valore".

Dal punto di vista tattico, il giocatore ha espresso anche una preferenza sulla propria collocazione in campo: "Ruolo? A me piace più giocare sulla trequarti al centro del campo che stare sull'esterno". Una dichiarazione che potrebbe influenzare le future scelte dell'allenatore nella disposizione offensiva della squadra.

Il clima intorno alla squadra si fa sempre più teso. Al termine della partita si è consumato l'ennesimo confronto tra tifoseria, squadra, dirigenza e proprietà. Un faccia a faccia duro, al quale ha preso parte anche l'allenatore Longo, che testimonia il profondo malessere dell'ambiente. Cavuoti riconosce le difficoltà del momento vissuto dai sostenitori: "I tifosi stanno vivendo un momento molto brutto, noi cerchiamo di essere uniti e trovare forza da quello, ci dobbiamo aggrappare all'unione".

La parola chiave diventa proprio questa: unione. È l'elemento che il centrocampista identifica come fondamentale per provare a ribaltare una situazione che si fa di settimana in settimana più complessa. Il sostegno della dirigenza non manca, con il direttore sportivo Giuseppe Di Cesare che continua a stimolare la squadra, ma la responsabilità ultima ricade sui giocatori.

"Il direttore Di Cesare ci sprona e ci aiuta, però in campo andiamo noi e dobbiamo unirci per provare a fare un miracolo", conclude Cavuoti, usando un termine che rende bene l'idea dell'impresa che attende il Bari nelle tredici giornate rimanenti del campionato.

La sfida è chiara: trasformare una stagione deludente in una rimonta salvezza che, considerati i distacchi ancora contenuti, resta nell'ambito delle possibilità concrete. Servirà compattezza, coraggio e quella dose di audacia che, come ammesso dallo stesso Cavuoti, è finora mancata. La strada è stretta ma non ancora preclusa, e il gruppo dovrà trovare dentro di sé le risorse necessarie per invertire la rotta.


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