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Avellino, salvezza senza appello: il Partenio deve tornare fortino

di Michele Caffarelli

La classifica racconta una storia ancora aperta, tutto sommato coerente con le ambizioni dichiarate a inizio campionato. Eppure, nelle ultime settimane, qualcosa si è inceppato. L'Avellino affronta questo sabato pomeriggio il Catanzaro — formazione in grande spolvero nella corsa ai playoff — con la consapevolezza che ogni punto lasciato al Partenio potrebbe rivelarsi, a fine stagione, un lusso non concesso.

La permanenza in Serie B, obiettivo primario di un club che ha sudato sette camice per tornare tra i cadetti, non è ancora al sicuro. La presenza in zona playout di realtà storicamente attrezzate come Sampdoria, Spezia, Bari ed Empoli rende obbligatorio marciare a ritmi serrati. Le mura amiche, in questo contesto, devono tornare a essere un vantaggio reale e non una semplice suggestione.

Le due sconfitte consecutive — contro Sampdoria e Palermo — hanno lasciato strascichi evidenti. Sul piano disciplinare, l'espulsione di Izzo ha privato il tecnico Davide Ballardini di un elemento della difesa, mentre sul fronte del gioco è emersa con preoccupante chiarezza una difficoltà strutturale sotto porta. A eccezione di Biasci, nessun altro attaccante ha saputo incidere con continuità nel corso di questa stagione. Un problema che Ballardini è chiamato a risolvere proprio ora, nel tratto finale e più delicato del torneo.

Il nodo tattico riguarda il reparto offensivo: tra infortuni, scelte tecniche e discontinuità di rendimento, nessuno ha ancora trovato la quadra in modo definitivo.

Il nome più atteso è quello di Gennaro Tutino. Il bomber napoletano, che in carriera ha dimostrato di saper fare la differenza in piazze esigenti come Salerno e Cosenza, è stato finora utilizzato con il contagocce: infortuni e gerarchie tecniche lo hanno tenuto lontano dal centro della scena per buona parte della stagione. A Palermo è entrato a gara sostanzialmente compromessa, senza le condizioni ideali per esprimersi. Ora però Ballardini sembra intenzionato a restituirgli una maglia da titolare già nel match di sabato, consapevole che un attaccante del suo calibro — abituato a esaltarsi davanti a platee calde e partecipi come quella del Partenio — potrebbe risultare determinante nella volata finale.

Anche Francesco Patierno ha saputo dimostrare, nel corso di questa stagione, di poter reggere la categoria. Il gol contro il Sudtirol è stato un segnale confortante per un giocatore cresciuto nelle serie minori. Il capitano — protagonista della cavalcata che valse all'Avellino la vittoria del campionato di Serie C — arriva a questa fase cruciale con grande determinazione e la precisa volontà di difendere la categoria riconquistata. Il rischio, però, è che un impiego eccessivo in fase di non possesso ne limiti la pericolosità in zona gol.

Torna disponibile anche Favilli, alle prese con l'ennesimo problema fisico della sua stagione. L'attaccante spera di ritagliarsi uno spazio significativo nel rush finale. Più attesa che soddisfatta, invece, la prova di Russo e Insigne: due fantasisti di talento indiscusso, ma capaci di accendersi solo a intermittenza.

Sul fronte delle scelte di formazione, Ballardini dovrebbe confermare il 4-3-1-2, con alcuni dubbi che saranno sciolti soltanto nelle ore precedenti al fischio d'inizio. L'assenza di Izzo per squalifica apre un ballottaggio in difesa tra Enrici e Fontanarosa, con il primo nettamente favorito per affiancare Simic. Sulle fasce, Sala e Cancellotti stanno trovando continuità di rendimento e non si attendono variazioni. A centrocampo, Sounas e Besaggio sono inamovibili, ma desta qualche preoccupazione la condizione di Palmiero: il regista convive da tempo con un fastidio al ginocchio, ha lasciato anzitempo il campo domenica scorsa a Palermo e sta lavorando in differenziato. Lo staff medico predica prudenza e la sua presenza dal primo minuto appare a rischio: Le Brogne è pronto a subentrare in caso di forfait.

Il Catanzaro, avversario di giornata, arriva ad Avellino con ambizioni playoff e un momento di forma positivo. Una squadra propositiva, che tuttavia concede spazio alle ripartenze avversarie: un'opportunità che i biancoverdi non possono permettersi di sprecare.

Il tempo delle mezze misure è finito. Avellino deve vincere, e deve


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