Avellino, il pres. D'Agostino: «L'obiettivo è alzare l'asticella, non ci poniamo limiti»
In occasione della proiezione del docufilm "Amarsi Ancora" presso il Multisala di Lioni, il massimo dirigente dell'Avellino, Angelo Antonio D'Agostino, ha tracciato un bilancio dettagliato del percorso fin qui compiuto dalla squadra e ha delineato le strategie future del club irpino. Il presidente ha espresso una moderata soddisfazione per i risultati ottenuti nella prima metà del torneo, sottolineando come il bottino di 25 punti raccolto al termine della prima fase stagionale rispecchi fedelmente le ambizioni della società.
Secondo il numero uno biancoverde, non ci sono motivi per lamentarsi, soprattutto considerando che il 2026 si è aperto sotto i migliori auspici grazie a un successo immediato. L'auspicio della proprietà è quello di mantenere la medesima rotta anche nella seconda parte del campionato, cercando di replicare quanto di buono costruito finora.
Per quanto riguarda le operazioni legate al calciomercato invernale, D'Agostino ha voluto chiarire la linea che la società intende seguire, puntando su mirati accorgimenti tecnici piuttosto che su una rivoluzione della rosa. Il presidente ha confermato che la macchina organizzativa è già in movimento e che i primi passi sono stati compiuti per potenziare l'organico a disposizione dello staff tecnico. «Sicuramente stiamo lavorando, faremo qualche piccolo aggiustamento. Qualcosa è stata già fatta. L'obiettivo è alzare l'asticella» ha dichiarato il patron, lasciando intendere che, sebbene la permanenza nella categoria rimanga il traguardo prioritario da consolidare, la squadra non deve porsi confini prestabiliti. Il mercato è stato descritto come una situazione in continuo mutamento, dove però si presterà molta attenzione allo sfoltimento del gruppo: «È tutto in evoluzione, sia in uscita che in entrata, qualcosina faremo ma non grandi cose. Dobbiamo fare più uscite che entrate» ha precisato, ribadendo la volontà di ottimizzare le risorse già presenti.
Un passaggio fondamentale dell'intervento del presidente ha riguardato il legame con la tifoseria, definita come un elemento trainante per le sorti del club. D'Agostino ha espresso grande stupore per il calore ricevuto in ogni angolo della provincia, rilevando come le prestazioni positive sul campo stiano alimentando una passione sempre più palpabile tra la gente. Tuttavia, il patron ha voluto mantenere un profilo cauto, invitando l'ambiente a non cedere a facili entusiasmi: «Veramente straordinario l'entusiasmo, ovunque noi andiamo in provincia. Chiaramente i risultati aiutano, dobbiamo continuare così, senza montarci la testa, piedi per terra, ma con umiltà» ha ammonito, richiamando tutti alla concretezza necessaria per affrontare le insidie del girone di ritorno.
Non è mancata una riflessione sulle polemiche arbitrali che hanno caratterizzato alcune recenti uscite dell'Avellino. Senza voler alimentare eccessive tensioni, il presidente ha auspicato un clima di maggiore serenità e una riduzione degli errori che possono condizionare l'andamento delle gare. La speranza della società è che la squadra possa d'ora in avanti concentrarsi esclusivamente sulla propria prestazione sportiva senza dover fare i conti con decisioni esterne penalizzanti. «Purtroppo in campo accadono delle cose, noi pensiamo a fare il nostro, mi auguro che possano finire qui questi episodi e che non ci siano più queste problematiche» ha affermato D'Agostino, chiudendo di fatto il capitolo relativo alle contestazioni.
Infine, il presidente ha affrontato il tema delicato delle infrastrutture e degli interventi previsti per lo stadio. La priorità assoluta è rappresentata dall'adeguamento dei settori con l'installazione delle sedute individuali, un'operazione necessaria per rispondere alle normative vigenti ed evitare sanzioni pecuniarie. D'Agostino ha confermato di aver già sollecitato l'amministrazione comunale attraverso una comunicazione ufficiale via PEC per dare il via ai lavori che riguarderanno circa 5.000 nuovi sediolini entro il mese di febbraio. Più complessa, invece, appare la situazione relativa alla riapertura o al potenziamento della Curva Nord. Su questo fronte, il patron ha ammesso una fase di stallo legata alla reale affluenza registrata finora: «La Curva Nord? C'è stata una battuta d'arresto perché lo stadio ha già un numero di tifosi importanti e non è stato mai riempito del tutto» ha spiegato, evidenziando come la decisione finale dipenderà anche dalla risposta numerica del pubblico nelle prossime sfide interne.