Milan-Allegri: il silenzio rossonero pesa più di mille parole
A distanza di una settimana dall'esonero, il Milan non ha ancora stabilito alcun contatto diretto con Massimiliano Allegri. Il club si è limitato a pubblicare una nota ufficiale sul proprio sito internet, senza che seguissero comunicazioni formali nei confronti dell'allenatore. Un silenzio che, sul piano contrattuale e umano, comincia a pesare.
La situazione è destinata a sbloccarsi, ma i tempi e le modalità restano incerti. Allegri è legato al Milan da un contratto valido fino al 30 giugno 2027 e, in assenza di un accordo per la risoluzione anticipata, potrebbe semplicemente attendere: fermo, ma regolarmente retribuito dalla società rossonera per un altro anno. Una posizione di forza che il tecnico livornese conosce bene e che potrebbe scegliere di mantenere, dando vita a un braccio di ferro con la dirigenza.
Sullo sfondo si staglia l'interesse del Napoli, che avrebbe individuato in Allegri il profilo ideale per la propria panchina. Tuttavia il club partenopeo difficilmente potrà permettersi di attendere all'infinito: lo testimonia la tensione già emersa quando Vincenzo Italiano, accostato alla stessa panchina, aveva chiesto qualche ora di riflessione prima di rispondere, suscitando l'irritazione della società azzurra.
Sul fronte economico, il Milan dovrà quasi certamente trovare un'intesa per la buonuscita. Il precedente è illustre e recente: nel 2024 la Juventus, dopo aver licenziato Allegri con effetto immediato, raggiunse un accordo riconoscendogli una cifra pari a circa il 90% dell'intero importo contrattuale residuo. In casa Milan, con nove milioni lordi ancora da erogare fino alla scadenza del 2027, l'uscita dal contratto potrebbe costare tra i sette e gli otto milioni di euro.
Resta però aperto un nodo preliminare, non secondario: prima di sedersi a trattare una cifra, qualcuno dovrà comunicare ad Allegri — direttamente, e non soltanto attraverso i comunicati stampa — le intenzioni del club. Solo allora potrà aprirsi una vera negoziazione.