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Fabregas a muso duro: «Nico Paz non giocherà nell'Inter»

di Mariachiara Amabile

Da allenatore, Cesc Fabregas non usa mezze misure. Intervenuto pubblicamente sulla questione Nico Paz, il tecnico del Como ha risposto con inusuale fermezza alle recenti dichiarazioni di Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter, che nei giorni scorsi aveva espresso pubblicamente il proprio apprezzamento per il giovane centrocampista argentino, lasciando intendere un possibile interesse del club nerazzurro.

Le parole di Fabregas non lasciano spazio a interpretazioni: "Zanetti è stato una persona molto importante nel calcio, conosce bene le dinamiche, conosco bene Ausilio e Baccin, so che sono loro a prendere le decisioni. Alla fine Nico è un giocatore del Como al 50%, però è nostro. L'unica società che può dire qualcosa è il Real Madrid. Io so che Zanetti non lavora per il Madrid e il Como, allora bisogna portare rispetto. Ci sono anche piccoli messaggi che non mi piacciono. Se posso dire, la so sicuramente: Nico Paz non giocherà nell'Inter. O tornerà al Real Madrid o giocherà al Como l'anno prossimo".

Una presa di posizione netta, che chiarisce la situazione contrattuale del giocatore — in prestito dal Real Madrid al Como — e che allo stesso tempo mette in chiaro chi detiene il diritto di parola sul suo futuro.

Tutto nasce da alcune dichiarazioni rilasciate in settimana da Zanetti, storico ex capitano e attuale vicepresidente dell'Inter, che aveva parlato di Nico Paz con toni entusiastici: "Mi piace tantissimo Nico Paz. Per come gioca e per la persona che è. Ho la fortuna di conoscere suo padre, che fu mio compagno di stanza al Mondiale del 1998. La vita ci ha fatto incontrare di nuovo a Como dopo tanti anni senza vederci. Sono felice per il presente di Nico al Como. In questi due anni nel calcio italiano ha dimostrato tutta la sua qualità. Vederlo all'Inter? È sulla strada per diventare un grandissimo giocatore. I grandi giocatori sono sicuramente richiesti dai grandi club".

Parole che, pur costruite attorno a ricordi personali e a una stima dichiarata, contenevano un riferimento esplicito a una possibile destinazione futura per il talento classe 2004. Un messaggio che Fabregas ha letto, e non ha gradito.

Il rapporto tra Zanetti e la famiglia Paz è tutt'altro che recente. Il vicepresidente nerazzurro e Pablo Paz, padre di Nico, si conoscono da decenni: oltre alla comune esperienza in nazionale argentina, i due si sfiorarono già nel 1995 al Banfield, pur senza mai condividere il campo da titolari. Un'amicizia consolidata nel tempo, che Zanetti ha chiaramente utilizzato come leva per aprire — o quantomeno suggerire — un canale negoziale attorno a un'operazione di mercato che si presenta, sulla carta, estremamente complessa.

È proprio questo aspetto che sembra aver irritato Fabregas, il quale ha tenuto a precisare con nomi e cognomi chi, all'interno dell'Inter, gestisce effettivamente il mercato: Piero Ausilio e Dario Baccin, rispettivamente direttore sportivo e vice. Una distinzione non casuale, che punta a circoscrivere il ruolo istituzionale di Zanetti e a ridimensionare il peso delle sue uscite pubbliche in materia di trattative.

Sullo sfondo di questa schermaglia pubblica si intravede anche un possibile risentimento pregresso. I riferimenti espliciti di Fabregas ad Ausilio e Baccin, figure con cui ha dichiarato di avere familiarità diretta, rimandano a una vicenda dell'estate scorsa: il tecnico spagnolo era stato accostato alla panchina dell'Inter, in un'ipotesi che poi non si concretizzò. Come si siano conclusi quei contatti non è noto nei dettagli, ma l'allusione di Fabregas suggerisce che i rapporti con il club milanese non si siano chiusi nel modo più sereno.

Al di là delle sfumature personali, la dichiarazione dell'allenatore del Como ha un valore pratico e simbolico preciso. Chiarisce che il Como non intende essere scavalcato nelle trattative sul proprio giocatore — seppur in prestito — e che il Real Madrid rimane l'unico interlocutore legittimato a decidere il futuro di Paz. L'Inter, stando alle parole di Fabregas, è semplicemente fuori dall'equazione.

Un messaggio diretto, pronunciato pubblicamente, che in ambienti calcistici raramente passa inosservato.


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