Curva Fiesole all'attacco: «Chi non dà l'anima fuori dai coglioni»
La pazienza della tifoseria viola è esaurita. Nella notte, a Firenze, è apparso uno striscione firmato dalla Curva Fiesole che non lascia spazio a interpretazioni: «Ci avete rovinato banda di buffoni. Chi non dà l'anima fuori dai coglioni». Parole dure, dirette, che fotografano con brutalità il malumore di chi ha seguito la Fiorentina per un'intera stagione, assistendo a un'annata ben al di sotto delle attese.
Il verdetto del campo ha parlato chiaro: i gigliati hanno conquistato la salvezza soltanto alla penultima giornata di campionato, aggrappandosi a un pareggio per 0-0 in casa contro il Genoa. Un risultato che vale la permanenza in Serie A, ma che stride con le ambizioni di una piazza abituata a ben altri palcoscenici. Per una società che negli ultimi anni ha costruito la propria identità attorno alla partecipazione alle competizioni europee, chiudere la stagione con il fiato corto sulla zona retrocessione rappresenta un fallimento difficile da metabolizzare.
La contestazione della Curva Fiesole — cuore pulsante e voce più autorevole del tifo fiorentino — non è un gesto isolato, ma il segnale di una frattura che la dirigenza sarà chiamata a ricucire con i fatti, non con le parole.
In casa viola, tuttavia, si guarda già avanti. Il direttore sportivo è al lavoro per impostare un mercato che restituisca competitività alla squadra in vista della stagione 2026-2027. L'obiettivo dichiarato non è necessariamente la qualificazione europea — che non costituisce un obbligo formale — ma è evidente che la piazza si aspetta risposte concrete e un cambio di rotta netto rispetto a quanto visto nell'ultimo campionato.
Il primo nodo da sciogliere riguarda la panchina. Il futuro di Paolo Vanoli verrà chiarito nelle prossime settimane, e solo dopo aver definito la guida tecnica la dirigenza potrà lavorare con efficacia sul mercato, orientando gli acquisti verso profili funzionali al progetto che si intende costruire.
La strada è tracciata, ma la tifoseria — come dimostra lo striscione apparso stanotte — non intende concedere ulteriore credito senza vedere segnali tangibili di discontinuità.