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Virtus Bolzano, Zanin: «Serie D meritata. Col Südtirol asse strategico. Ora le istituzioni ci diano una mano»

di Marco Pompeo

La Virtus Bolzano è tornata nel "Campionato d'Italia". Dopo una cavalcata vincente nel torneo di Eccellenza, la compagine biancorossa si prepara ad affrontare nuovamente la Serie D, una categoria che da queste parti conoscono molto bene. Per fare il punto della situazione, svelare i retroscena della promozione e tracciare le linee guida del futuro mercato, la redazione di NotiziarioCalcio.com ha raggiunto in esclusiva Roberto Zanin, vicepresidente della Virtus Bolzano e figura chiave – forte della sua esperienza dirigenziale tra i professionisti – per il salto di qualità del club.

A inizio stagione la società aveva tenuto un profilo basso, ma Zanin ammette che la fiducia nei propri mezzi non è mai mancata: «Io ero abbastanza ottimista anche all'inizio del campionato – confida ai nostri microfoni – perché l'anno scorso siamo arrivati secondi e la squadra è rimasta sostanzialmente inalterata, con l'aggiunta di Matteo Timpone che è un giocatore molto forte in avanti. Pensavo che la Virtus se la potesse giocare da subito». D'altronde, il blasone parla chiaro: «Tenete conto che la Virtus da dieci anni o è in Serie D o arriva seconda in Eccellenza, quindi il target è quello lì. Mantenendo l'ossatura fondamentale data dal nucleo storico, c'era una garanzia di buona qualità».

La scorsa estate, il presidente Roberto Oberrauch aveva definito proprio Zanin come il "miglior acquisto" della stagione, in virtù dei suoi cinque anni di esperienza come vicepresidente del Südtirol. Una competenza che Zanin ha messo al servizio del club a livello organizzativo, ma che ha fruttato anche e soprattutto un asse di mercato fondamentale proprio con la principale realtà calcistica altoatesina: «La partnership è stata formalizzata nel mese di febbraio prevede che i giocatori tra Virtus e Südtirol possano essere trasferiti senza nessuna contropartita di carattere economico. Si segue l'interesse del giocatore: se è pronto, va al Südtirol; se non lo è tanto, sta alla Virtus e cresce lì».

Una sinergia che potrebbe portare presto nuovi innesti di spessore per affrontare la D: «Mi aspetto qualche giovane interessante da parte del Südtirol a noi. Questa collaborazione è imprescindibile per la Virtus e molto importante per il Südtirol. L'esempio perfetto sono i fratelli Davi: usciti dal loro settore giovanile, sono venuti da noi in Eccellenza, hanno fatto un anno lì e uno in Serie D, e ora sono stabilmente in prima squadra al Südtirol».


Nonostante il salto di categoria imponga un innalzamento del livello tecnico (e un adeguamento della preparazione atletica, come sottolineato dal vicepresidente), la Virtus Bolzano non ha intenzione di stravolgere la propria identità. Forte di un vivaio enorme che vanta circa 350 tesserati, la strategia di mercato delineata da Zanin è chiara e coraggiosa: «L'obiettivo è fare una squadra con giocatori della provincia, al massimo della regione. So che è complicato, ci sono squadre che si salvano comprando giocatori forti da fuori. Noi proveremo a utilizzare ragazzi del territorio, con l'innesto di qualche giovane del Südtirol».

Una scelta etica prima ancora che tecnica: «La nostra permanenza in D ha un senso se accompagnata dallo sviluppo dei nostri giovani. Stare in Serie D prendendo 4-5 giocatori da fuori, che poi l'anno dopo se ne vanno, significa costruire poco. Magari rischiamo di fare un campionato un po' più complicato, ma cresciamo noi».

Fare la Serie D in Trentino-Alto Adige è notoriamente una sfida titanica sotto l'aspetto finanziario e logistico, basti pensare alle lunghissime trasferte della prima squadra e all'impegno gravoso della Juniores Nazionale. Zanin, a tal proposito, lancia un messaggio preciso al tessuto socio-economico locale: «Abbiamo bisogno di una mano da parte delle istituzioni pubbliche e degli imprenditori della provincia. Fino adesso si è fatto con i mezzi nostri e con l'aiuto decisivo di un grande sponsor come Internorm. Se vogliamo dare stabilità al progetto è necessario che ci diano una mano proporzionata, come si fa giustamente con altre società qui in provincia, non solo al Südtirol».

Un appello che fa leva sull'enorme impatto sociale del club: «Non deve essere sempre e solo il presidente Robert (Oberrauch, ndr) o le persone a lui vicine a sostenere da soli questo progetto. Parliamo di oltre 350 ragazzi tolti dalle strade, che vengono educati e crescono in un ambiente sano. È un progetto troppo importante per la città».

Una Virtus Bolzano che torna in Serie D, dunque, non per fare la comparsa, ma con idee chiarissime: conti in ordine, valorizzazione del territorio e una sponda strategica con il calcio professionistico.


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