Unipomezia, mister Casciotti a NC: «Identità e lavoro, così abbiamo superato le difficoltà da matricola. Sul futuro...»
Con otto punti conquistati nelle ultime quattro sfide del girone F di Serie D, l’Unipomezia sta vivendo uno dei momenti migliori della propria stagione. Un ruolino di marcia che ha permesso al club di blindare una salvezza ormai acquisita matematicamente, traguardo di assoluto rilievo per una compagine neopromossa che si è affacciata alla categoria con l'obiettivo di consolidarsi. Per fare il punto della situazione in casa rossoblù, abbiamo contattato mister Andrea Casciotti, 37enne tecnico romano al suo terzo anno sulla panchina del club, che ha saputo guidare il gruppo attraverso le insidie di un raggruppamento estremamente competitivo.
«Provo una grande soddisfazione a prescindere dal momento attuale – esordisce il tecnico –. Siamo tra le prime della classe se consideriamo solo il girone di ritorno, in un raggruppamento che vale tantissimo a livello tecnico. Noi siamo una matricola di questa categoria e invece ci siamo salvati con tre giornate d’anticipo, sfoderando prestazioni molto importanti. In cuor mio speravo in tutto ciò: sapevo che avremmo potuto fare bene puntando sulle idee e sul tanto lavoro, necessari per sopperire alla mancanza di pubblico e a un budget che non è lo stesso di altre società. È normale che le difficoltà ci siano state, il livello è alto, ma dal girone di ritorno in poi, grazie anche a un paio di innesti portati a termine dal nostro direttore sportivo, abbiamo trovato quell'identità e quelle certezze che a volte erano mancate nella prima parte di stagione».
Mister, il dato della difesa parla di 22 gol subiti nel primo tempo: poche squadre hanno fatto peggio. «Credo che sia un dato abbastanza casuale, non ho notato particolari differenze d’approccio tra le due frazioni. È una statistica condizionata dal girone d’andata, quando spesso subivamo gol alla prima occasione utile perché non ci eravamo ancora adattati pienamente alla categoria».
Il terzino destro Antonio Pettorossi è tra i 2007 con più minuti dell’intero girone. Un bel segnale. «È un ragazzo con la mentalità da professionista, ha la testa da "over". Arriva al campo molto prima degli altri, sa correggere l’errore, sa sbagliare e sa rimediare; ha l’umiltà e la voglia di lavorare sui propri difetti per superarli. Quando trovi calciatori con questa mentalità sei fortunato, perché puoi lavorare davvero per migliorarli. Domenica scorsa ha anche trovato il suo primo gol stagionale: è stato un momento bellissimo e sono davvero contento per lui».
Il prossimo match vi vedrà impegnati a Sora. «Sarà una gara in cui loro si giocheranno tantissimo, ma ieri l’ho detto chiaramente ai ragazzi: ci si stacca per due giorni, ma poi si torna in campo per onorare il campionato fino alla fine. Bisogna essere onesti e corretti verso il torneo. A me, sia da calciatore che da allenatore, nessuno ha mai regalato nulla. Prepareremo una partita vera contro una squadra forte che sta vivendo un periodo difficile, ma che dispone di calciatori di assoluto valore».
Ostiamare, Ancona e Teramo: chi merita di salire secondo lei? «Sono tre grandi formazioni. Per idee e calcio proposto, credo che l’Ostiamare sia un gradino sopra le altre. L’Ancona forse ha pagato dazio per essere arrivata in finale di Coppa Italia. Contro l’Ostiamare abbiamo sempre perso, mentre contro le altre due qualche punto lo abbiamo strappato. L’Ostiamare più di una volta ha trovato il gol vittoria in pieno recupero: secondo me questi sono segnali forti, non hanno rubato nulla. Hanno grandi calciatori come Spinosa, Cardillo, Buono e Greco. Il Teramo forse è un gradino sotto, ha perso punti dove le altre due non hanno fallito. Solo l’Ancona avrebbe potuto disturbare l’Ostiamare, ma credo che la Coppa abbia pesato: ci sentiamo professionisti, ma in fondo siamo dilettanti e giocare ogni tre giorni è tosta, seppur mister Maurizi abbia fatto un percorso incredibile».
Chiudiamo con il suo futuro: sarà ancora all’Unipomezia? «Non ci siamo ancora seduti a tavolino e non ne abbiamo parlato, ci sarà tempo per farlo. Fino a domenica scorsa l'unico pensiero era salvarci. Fino al 3 maggio non penserò ad altro, ma credo ci sia la voglia di andare avanti da ambo le parti. Questa è una società che ti dà tanto, si lavora bene ed è una bella realtà; la gente deve saperlo. Abbiamo l’handicap della mancanza di pubblico, in un girone con tante grandi piazze, e questo ci toglie un po' di visibilità, ma abbiamo fatto parlare bene di noi con i risultati».