Flaminia, mister Nofri a NC: «Credo in questo terzo posto. Futuro? Penso solo al finale di stagione»
Le interviste esclusive targate Notiziariocalcio.com proseguono con un approfondimento dedicato a una delle realtà più brillanti e concrete dell’intero panorama dilettantistico nazionale. Il protagonista della nostra chiacchierata odierna è Federico Nofri, allenatore classe 1970 che sta guidando con maestria la sorprendente Flaminia. La compagine laziale si attesta attualmente come la terza forza del girone G di Serie D, forte dei 47 punti conquistati finora in un raggruppamento estremamente competitivo. Con un passato importante e una visione tecnica lucida, Nofri ha saputo plasmare un gruppo capace di scalare le gerarchie, trasformando la formazione di Civita Castellana in una mina vagante del campionato. Abbiamo analizzato con lui il momento magico della squadra, l'impatto dei nuovi innesti e le prospettive in vista di un finale di stagione che si preannuncia infuocato.
Mister, la Flaminia è stabilmente nelle zone alte della classifica. Qual è il segreto di questo percorso?
«Ho sempre creduto fermamente nel potenziale di questa squadra. Nel girone d'andata abbiamo perso diversi punti in maniera indebita, commettendo errori che avremmo potuto evitare. Con il girone di ritorno, invece, siamo riusciti ad aumentare il nostro livello complessivo, ottimizzando le prestazioni sul campo. In questo senso, l'innesto di un giocatore come Tuia ci ha dato una grandissima mano. Devo dire che la squadra ha trovato la giusta armonia e sono davvero contento per quello che stiamo facendo. La proprietà mette sempre a disposizione grandi risorse e partecipazione, e la gente di Civita Castellana ci segue con passione. Per noi raggiungere i playoff sarebbe un risultato straordinario, un traguardo che farebbe aumentare la considerazione nei confronti del nostro lavoro. Ci aspettano quattro gare molto difficili; il campionato è estremamente livellato e ogni domenica riserva delle sorprese. Dobbiamo restare concentrati e mettere in campo il massimo del nostro potenziale: così facendo, possiamo difendere questo terzo posto».
Domenica vi attende la sfida contro l’Albalonga, quarta forza del campionato e vostro diretto inseguitore.
«Affronteremo una squadra che ha un potenziale tecnico equilibrato rispetto al nostro. Sarà una gara in cui la condizione fisica diventerà un elemento fondamentale, specialmente con l'arrivo dei primi caldi stagionali. Sarà necessario stare bene fisicamente e, dal punto di vista tattico, limitare il loro potenziale offensivo. Dovremo difenderci con ordine per poi mettere in campo le nostre capacità, la nostra duttilità e sfruttare le risorse di alcuni giocatori che, per noi, possono fare la differenza in qualsiasi momento».
Analizzando le statistiche, emerge un dato curioso: avete raccolto 21 punti in casa e ben 26 in trasferta. Come spiega questo rendimento esterno superiore?
«In realtà, tra le mura amiche non abbiamo fatto male dal punto di vista delle prestazioni. Abbiamo perso alcuni punti in maniera immeritata perché gli episodi ci hanno girato contro. Oggettivamente, siamo una squadra che rende meglio quando affronta avversari che giocano a viso aperto. Siamo molto propensi a proporre gioco, ad attaccare in avanti e a mantenere una pressione alta sulla riconquista della palla. Di conseguenza, quando troviamo squadre che si chiudono e si difendono con molti uomini, facciamo più fatica a trovare spazi. Ma alla fine, l'importante è farli questi punti, indipendentemente da dove arrivino».
Nelle ultime ore sono circolate voci insistenti sul suo futuro, con un accostamento alla Viterbese. Cosa c’è di vero?
«Ho letto anch'io queste indiscrezioni relative alla Viterbese. Posso garantire, però, di non aver ricevuto alcuna richiesta ufficiale. In questo momento sono totalmente concentrato sul finale di stagione. Il nostro obiettivo è raggiungere un traguardo che possa essere valorizzato e attenzionato dagli addetti ai lavori per il bene di tutti. Solo alla fine del campionato si faranno le dovute valutazioni. Sono qui da cinque anni e tra me e la società c'è un rapporto di grande rispetto reciproco».