Beppe Russo suona la carica: «Barletta, non abbiamo ancora fatto nulla. Paci è stato il nostro normalizzatore»
Il campionato di Serie D entra nella sua fase più calda e decisiva, quel rush finale dove ogni pallone pesa il doppio e i margini d'errore si assottigliano drasticamente. A sole sei giornate dal termine della regular season, la lotta per la promozione diretta nel girone H sta regalando emozioni fortissime, con una classifica cortissima che vede diverse compagini pronte a darsi battaglia fino all'ultimo minuto dell'ultimo turno.
Noi di Notiziariocalcio.com stiamo continuando il nostro viaggio tra i protagonisti di questa stagione avvincente per tastare il polso alle realtà più importanti del panorama dilettantistico nazionale. Oggi i nostri microfoni ospitano Beppe Russo, figura di riferimento del Barletta nel ruolo di Dirigente e Brand Ambassador. La compagine biancorossa guida attualmente la graduatoria con due punti di vantaggio sulla Paganese e tre sulle inseguitrici Martina e Fasano, frutto di una rimonta straordinaria che ha trasformato una stagione partita in salita in una cavalcata trionfale verso il sogno del professionismo.
«È inutile negare che siamo contentissimi dell'attuale primato. Avendo ricoperto il ruolo di dirigente per tanti anni in passato, ricordo un entusiasmo di questo livello soltanto all'epoca della promozione in Serie B. Domenica scorsa a Gravina c'erano oltre mille persone al seguito, un dato che testimonia chiaramente quanto il termometro della passione sia alto in città. Tuttavia, siamo ben consapevoli che le numerose vittorie ottenute recentemente non possono bastare: siamo tutte lì in pochi punti e non è stato ancora fatto nulla».
Uno dei punti di forza del Barletta è certamente la solidità difensiva, con appena 16 reti al passivo: «Bisogna considerare che quei gol sono concentrati quasi esclusivamente tra le sfide con Sarnese e Martina. Tutto parte da un gruppo che si dimostra sempre molto concentrato e umile. Disponiamo di calciatori di categoria superiore, tra cui tre ex capitani che hanno militato in serie professionistiche, ma si tratta prima di tutto di uomini dediti alla causa che aiutano quotidianamente i più giovani. Il gruppo si sta cementando sempre di più; sappiamo di non aver vinto ancora nulla e che ogni domenica sarà una battaglia, perché in questo girone non esistono partite scontate».
La classifica attuale racconta di un primato con 55 punti dopo 28 gare, un dato impressionante se si pensa che al termine del girone d'andata il Barletta occupava la nona posizione con soli 21 punti: «L'abilità di questa società è stata quella di mantenere un certo equilibrio nei momenti difficili. Molte altre realtà avrebbero smobilitato; noi, al contrario, abbiamo migliorato l'organico perché ci abbiamo sempre creduto. All'inizio era normale incontrare delle difficoltà poiché era cambiato praticamente tutto. Per consolidarsi come gruppo e come società servono continuità e tempo: siamo stati bravi e umili nel saper guardare sempre a lungo raggio».
Infine, un commento sull'impatto di mister Paci e sulla svolta tecnica della stagione: «È arrivato in punta di piedi e proprio questa è stata la sua più grande abilità. Lo definisco un "normalizzatore": ha lavorato molto sulla testa dei ragazzi. Molti calciatori sono umorali, come ad esempio Da Silva, e in questo senso il lavoro del mister e del suo staff è stato fondamentale. Tutti i componenti della rosa, anche quelli che attraversavano un momento di calo, si sono messi a disposizione per lottare. Oggi tra squadra e guida tecnica c'è un connubio davvero importante».