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Viterbese, Camilli rompe il silenzio: «Viviamo alla giornata». Futuro in bilico

di Redazione Notiziario del Calcio

Il destino del calcio a Viterbo resta avvolto in una fitta nebbia di incertezza, con il presidente Piero Camilli che ha scelto la linea della prudenza estrema. In un recente incontro avvenuto sabato scorso in un locale del centro cittadino, il patron ha avuto un colloquio con la sindaca Chiara Frontini. Nonostante la rilevanza istituzionale del faccia a faccia, Camilli ha liquidato la questione parlando di un contatto puramente casuale, sottolineando come durante il pasto non si sia minimamente discusso di pallone.

Tuttavia, le dichiarazioni pubbliche del presidente non lasciano spazio a grandi entusiasmi: la frase "viviamo alla giornata" fotografa perfettamente lo stato di stand-by in cui versa attualmente la società. Il club si trova in una fase di attenta valutazione, sospeso tra il desiderio di dare continuità sportiva alla città dei Papi e la necessità di risolvere criticità strutturali che affondano le radici nelle gestioni precedenti.

Il nodo principale da sciogliere riguarda la categoria e il titolo sportivo. Camilli, che ha già salvato la realtà calcistica locale in più occasioni critiche, è ora alla ricerca di una strada percorribile per garantire un futuro dignitoso senza dover farsi carico dei disastri altrui. L'ipotesi più accreditata resta quella di individuare un titolo di Serie D attraverso fusioni con realtà locali già esistenti, per poi procedere alla liquidazione della vecchia società indebitata.

Parallelamente alla questione societaria, si fa sempre più spinosa la gestione dello stadio Enrico Rocchi. L'impianto è legato a una società attualmente in liquidazione e il rischio di perdere la concessione è concreto. Tra i sostenitori gialloblù cresce il timore di un possibile "tiro mancino" da parte dell'amministrazione comunale, che negli anni non ha sempre agevolato il ritorno dell'imprenditore di Grotte di Castro.

In questo scenario di instabilità, si fa strada un'alternativa che spaventa gli appassionati di calcio: il passaggio dello stadio al mondo del rugby. Sembra infatti esserci una forte spinta da parte di alcuni settori dell'amministrazione per affidare la gestione del Rocchi, recentemente riqualificato, alla Federazione Italiana Rugby per ospitare eventi delle nazionali giovanili. Se questo piano dovesse concretizzarsi, il futuro del calcio a Viterbo diventerebbe un rebus di difficilissima soluzione.

La piazza attende ora segnali chiari e definitivi. La sensazione è che il tempo delle diplomazie stia per scadere e che serva un progetto solido e decennale per evitare che la gloriosa maglia della Viterbese sparisca dai radar del calcio che conta. Camilli resta l'unico interlocutore in grado di spostare gli equilibri, ma la sua permanenza è legata a doppio filo alla disponibilità delle istituzioni a collaborare seriamente.


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