Taranto, la crisi non si arresta: tifoseria furiosa e stagione a rischio
Il rapporto tra il Taranto e la propria tifoseria sembra essersi deteriorato in modo difficilmente reversibile. L'ultimo risultato utile mancato — il pareggio contro l'Acquaviva, compromesso da un grave errore individuale di Justas Martinkus — ha fatto traboccare il vaso di una pazienza già messa a dura prova da mesi di prestazioni altalenanti. I sostenitori rossoblù, stanchi di assistere a una stagione segnata da continui passi falsi e da rari momenti di brillantezza, hanno manifestato apertamente la propria insofferenza.
Il rendimento del club ionico appare quanto mai preoccupante se confrontato con quello delle dirette concorrenti. Brindisi e Bisceglie, al momento, sembrano disputare un campionato di livello superiore, lasciando il Taranto in una posizione di classifica che mette seriamente a rischio anche la sola partecipazione ai playoff. Un traguardo che, a inizio stagione, avrebbe dovuto rappresentare un punto di partenza e non un obiettivo da inseguire con affanno.
A pesare come un macigno è anche il bilancio delle scelte operate tra novembre e dicembre, quando la società aveva deciso di intervenire in maniera decisa sul mercato per invertire la rotta. Quella che sulla carta doveva essere una rivoluzione risanatrice si è rivelata, nei fatti, poco efficace. In particolare, desta perplessità il rendimento di alcuni elementi su cui erano stati effettuati investimenti consistenti e che fino ad oggi non hanno saputo corrispondere alle attese.
Le prossime tre gare rappresentano ora uno spartiacque fondamentale. Si comincia giovedì con la trasferta di Maglie, si prosegue con il match casalingo contro il Bisceglie, per concludere il primo marzo sul campo di Canosa. Nove punti che potrebbero ridefinire completamente il profilo e le ambizioni di una squadra che troppo spesso, di fronte alle prime difficoltà, ha mostrato una fragilità caratteriale difficile da giustificare a questi livelli. Vincere con personalità e continuità è la sfida che il Taranto non è ancora riuscito ad affrontare con la necessaria determinazione, ricadendo sistematicamente negli stessi errori senza trovare soluzioni concrete.