Taranto, Danucci non ci sta: «Sfortunati con gli arbitri, fischiano troppo contro di noi»
La vigilia della sfida tra Maglie e Taranto si apre in un clima di profonda riflessione per la formazione ionica, reduce da giorni complessi che hanno segnato l'ambiente rossoblù. Mister Ciro Danucci, intervenuto in conferenza stampa, ha voluto sottolineare l'importanza di fare quadrato in un momento in cui le vicende extra-calcistiche rischiano di appesantire il morale del gruppo. Secondo il tecnico, la chiave per ripartire è dimenticare in fretta quanto accaduto recentemente, provando a canalizzare ogni energia nel lavoro quotidiano. «È una settimana particolare, dopo tutto quello che è successo. Dobbiamo cercare di restare uniti, mettere questi episodi alle spalle e andare avanti provando a fare il meglio possibile», ha dichiarato l'allenatore, ribadendo la necessità di guardare al futuro con rinnovata fiducia nonostante le amarezze.
Il percorso verso la prossima gara è però ostacolato da una situazione clinica che definire critica appare quasi riduttivo. Da circa un mese, infatti, lo staff tecnico deve fare i conti con una rosa ridotta ai minimi termini, un fattore che limita drasticamente la possibilità di intervenire a gara in corso o di studiare varianti tattiche basate sul turnover. Danucci ha spiegato con estrema schiettezza che «per fare delle valutazioni bisogna avere a disposizione i giocatori, cosa che purtroppo non accade da un mese. Abbiamo l’infermeria piena e si sono aggiunti altri indisponibili». Questa penuria di uomini condiziona inevitabilmente le scelte, poiché, pur non escludendo cambi basati sul rendimento dei singoli, il numero complessivo degli arruolabili resta troppo esiguo per permettersi rotazioni significative.
Tornando sull'ultima uscita stagionale, l'allenatore ha offerto un'analisi lucida della prestazione, separandola nettamente dal risultato finale che ha lasciato l'amaro in bocca a tutto l'ambiente. La mole di gioco prodotta dal Taranto non è stata premiata dalla necessaria precisione sotto porta, trasformando una gara dominata in un mezzo passo falso. «Abbiamo creato tantissimo senza riuscire a segnare. Abbiamo concesso il giusto, a parte nel finale quando abbiamo cercato di vincerla. La gara è stata condizionata da un errore individuale», ha ammesso Danucci, dichiarandosi comunque soddisfatto dell'espressione di gioco mostrata dalla squadra, pur con il grosso rammarico per una fase realizzativa che non è stata all'altezza della manovra sviluppata.
Le preoccupazioni per il match contro il Maglie sono alimentate anche dalle condizioni incerte di alcuni elementi chiave della rosa. Oltre alle lunghe degenze che tormentano il gruppo da settimane, si sono aggiunti nuovi forfait che complicano ulteriormente i piani. Il tecnico ha confermato che le valutazioni su Loiodice verranno fatte all'ultimo istante, ma il quadro generale resta fosco: «Dico queste cose ora perché, se lo facessi dopo, sembrerebbe un alibi, ma la realtà è che abbiamo tanti giocatori fuori, ai quali si è aggiunto Aguilera, oltre a Hadzismanovic». Nonostante questa emergenza che vede ai box sette o otto titolari, il Taranto non intende presentarsi vittima sacrificale, ma punta a schierare la migliore versione possibile di se stesso.
Sul piano dell'approccio, Danucci non ha intenzione di stravolgere l'identità tattica costruita finora. Il tecnico ha difeso il rendimento recente, ricordando che, numeri alla mano, la squadra ha tenuto un passo paragonabile a quello delle prime della classe, nonostante le enormi difficoltà strutturali incontrate nell'ultimo periodo. «Nelle ultime sette partite il Taranto ha fatto un punto in più del Bisceglie e gli stessi del Brindisi. Le squadre davanti stanno correndo forte e noi, anche per le tante defezioni non potevamo fare molto di più», ha precisato l'allenatore. Un pensiero speciale è stato rivolto anche alla tifoseria, di cui comprende perfettamente la delusione, sottolineando quanto pesi l'assenza del pubblico ionico sugli spalti in sfide così delicate.
Il clima teso che si respira attorno alla squadra è un elemento con cui i calciatori devono imparare a convivere. Le contestazioni, per quanto difficili da digerire, fanno parte del pacchetto per chi decide di vestire una maglia prestigiosa come quella del Taranto. Danucci ha evidenziato come l'unica risposta possibile sia il campo: «In questi casi l’unica medicina è lavorare e cercare di fare sempre meglio. Chi viene a giocare a Taranto sa che ci sono oneri e onori: quando arrivano gli applausi ce li prendiamo, così come accettiamo le contestazioni, cercando di trasformarle in applausi». Secondo il mister, l'atteggiamento dei suoi ragazzi è sempre stato encomiabile e non è su questo fronte che si possono muovere appunti.
Un segnale di stabilità importante è arrivato dal confronto diretto con il vertice societario. Il presidente, pur non essendo presente fisicamente, ha voluto far sentire la propria voce alla squadra attraverso un collegamento, ribadendo la totale fiducia nel progetto tecnico e negli obiettivi prefissati a inizio stagione. «La società ci è sempre stata accanto: la proprietà è solida e vuole rilanciare il progetto Taranto, credendoci fino alla fine per raggiungere i playoff e giocarci tutto in quelle partite», ha riferito Danucci, sottolineando come il club stia chiedendo a ciascun componente del gruppo un ulteriore sforzo per superare questa fase di stallo e puntare con decisione alla post-season.
Difendendo la filosofia del gioco corale e della costruzione dal basso, l'allenatore ha risposto a chi accusa la squadra di essere poco concreta. Per Danucci, la strada maestra resta quella della manovra ragionata, convinto che lanciare palloni lunghi non sia la soluzione ai problemi realizzativi. «Dobbiamo giocare in maniera più semplice, cosa che non abbiamo fatto. Se guardiamo ai vantaggi del gioco da dietro, abbiamo calciatori di qualità capaci di uscire da situazioni difficili. Buttare palloni in avanti non credo porti grandi benefici», ha spiegato, ricordando le numerose occasioni da rete costruite nell'ultimo turno. Il tecnico si è detto più preoccupato dalla possibilità di non creare nulla piuttosto che dalla sfortuna sotto porta, confidando che, limitando le sbavature dei singoli, i risultati torneranno a sorridere ai rossoblù.
Infine, un passaggio critico è stato riservato al trattamento ricevuto dalla classe arbitrale in questa stagione. Danucci ha lamentato una serie di episodi che avrebbero penalizzato eccessivamente il Taranto, influenzando l'andamento di diverse partite. Nonostante una presenza costante nell'area avversaria, i tiri dal dischetto assegnati sono stati pochissimi, mentre non sono mancate decisioni dubbie sui fuorigioco e sulla gestione dei cartellini. «Non siamo stati fortunati né con gli arbitraggi né con i sorteggi. Il Taranto passa gran parte delle partite nella metà campo avversaria, ma abbiamo ottenuto solo due rigori. Con gli arbitraggi, finora, non siamo stati fortunati», ha concluso amaramente il tecnico, sperando in una maggiore equità per il prosieguo del campionato.