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Taranto, Danucci avverte il Gladiator: «Affronteremo una squadra forte, ma il mio Taranto deve scendere in campo con personalità e spirito combattivo»

di Redazione Notiziario del Calcio

L’attesa per l’andata della finale playoff di Eccellenza è ormai giunta al termine. Domani, sul rettangolo verde di Aversa, il Taranto affronterà il Gladiator in una sfida che si preannuncia vibrante. Alla vigilia del match, il tecnico rossoblu Ciro Danucci ha analizzato la condizione dei suoi ragazzi e il percorso intrapreso, ponendo l’accento sulla necessità di capitalizzare quanto seminato fino ad oggi.

«Abbiamo lavorato sugli errori commessi con l’Apice, in cui ci siamo complicati la vita da soli. Dopo il rigore sbagliato potevamo passare in vantaggio, invece siamo stati un po’ frettolosi e imprecisi nell’ultimo passaggio. L’episodio del rigore ha cambiato l’inerzia della partita» ha spiegato l’allenatore, ricostruendo i momenti salienti dell’ultima prova e sottolineando il carattere del gruppo.

«Nel momento più complicato, dopo il 2-0, i ragazzi non hanno perso la testa ma hanno ricominciato a giocare. Il gol è arrivato nel finale ma abbiamo avuto varie occasioni per segnare prima, nonostante una conduzione arbitrale a dir poco discutibile» ha aggiunto Danucci, ribadendo l’imperativo per il prossimo scontro decisivo.

«Domani non dovremo commettere gli errori commessi ad Apice. Dovremo entrare in campo con concentrazione e rispetto per l’avversario. Affronteremo una squadra forte su un campo complicato ma possiamo giocarcela con tutti. Dobbiamo mettere in campo il percorso compiuto finora» ha proseguito il trainer, analizzando poi le scelte tattiche e le contingenze dell’infermeria.

«In queste partite avevamo Hadziosmanovic squalificato e Sansò e Konate infortunati. Sono rientrati dei giocatori che non giocavano da un po’ per problemi muscolari e lo hanno fatto disputando buone partite. Per Derosa valuteremo la situazione fino a domani mattina, qualora non dovesse essere della partita abbiamo diverse soluzioni pronte, visto anche il rientro di Konate» ha precisato Danucci, focalizzandosi poi sulle insidie poste dai prossimi avversari.

«Il Gladiator è una squadra con un livello qualitativo più alto rispetto all’Apice. È una squadra esperta, con giocatori che calciano bene i piazzati. Amano giocare a calcio, affronteremo il match con grande rispetto. Servirà un Taranto combattivo e che abbia grande personalità. Non vedo grandi similitudini tra le due squadre, abbiamo qualche caratteristica in comune ma abbiamo modi di giocare diversi. In finale si affrontano sempre squadre forti e serve rispettare l’avversario».

Il tecnico non ha nascosto l’importanza di ritrovare la spinta del proprio tifo in una trasferta così cruciale. «L’apporto dei tifosi sarà importantissimo. Sarà una delle poche volte in cui potremo avere al seguito il nostro pubblico, i biglietti sono stati venduti in poche ore e questo dimostra l’attaccamento ai colori. Ci sono mancati molto nelle scorse trasferte, siamo molto contenti di averli con noi domani e speriamo di regalargli una grande gioia».

Infine, un passaggio doveroso sulle condizioni fisiche del reparto offensivo e sull’evoluzione tattica di alcuni elementi chiave. «Loiodice sta bene, ha un modo di giocare molto dispendioso ed è normale giungere a fine partita quasi al limite. Ha disputato un’ottima partita contro l’Apice e sono molto contento della sua prestazione. Losavio e Aguilera ci hanno sempre abituati a prestazioni generose, non si risparmiano e lottano per la squadra».

«Ci può stare una partita in cui non si è al meglio, non c’è nessun problema. Russo e Trombino sono due giocatori importanti che hanno sempre fatto un ottimo lavoro quando chiamati in causa. Su Vukoja posso dire che Boze è molto legato alla causa Taranto, è arrivato per ricoprire un ruolo diverso ma abbiamo cercato di metterlo nelle condizioni migliori. Ha trovato la sua dimensione in mezzo al campo. Domenica aveva preso una botta al costato e in quel momento avevo bisogno di forze nuove. Zampa è entrato molto bene, è stato molto intenso ed è stato bravissimo sull’azione del gol».


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