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Taranto, Danucci avverte i suoi: «Il curriculum non basta, conta solo il gruppo»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il Taranto riparte con il piede sull’acceleratore. Il rotondo 5-1 rifilato al Gallipoli non garantisce soltanto l'accesso alla finalissima della Coppa Italia Eccellenza, ma regala una boccata d'ossigeno vitale a un ambiente che aveva bisogno di certezze. Al termine della sfida, mister Ciro Danucci ha analizzato il momento dei rossoblù, sottolineando come la vittoria sia solo il primo passo di un percorso di ricostruzione più profondo.

Un successo per scacciare i fantasmi

Nonostante il divario tecnico, la vigilia non era priva di insidie. Danucci lo sapeva bene e ha lodato l'approccio dei suoi uomini a quella che ha definito una vera e propria gara trabocchetto. Secondo il tecnico, in sfide del genere la pressione è tutta sulle spalle della squadra favorita, che ha tutto da perdere. La risposta del campo, però, è stata inequivocabile: i calciatori hanno messo in mostra la dedizione necessaria e una ferma volontà di lasciarsi alle spalle il periodo complicato. Il passaggio del turno, dunque, viene accolto con estrema soddisfazione non solo per il tabellino, ma soprattutto per la qualità del gioco espresso.

La sfida del fattore umano

Il calcio moderno non è fatto solo di schemi, e l’allenatore ionico lo ha ribadito con forza. Sebbene la rosa vanti oggi elementi di spicco con carriere di alto livello alle spalle, la priorità resta la solidità dello spogliatoio. Danucci ha spiegato che, nonostante alcuni elementi conoscano già i suoi dettami tattici, l'elevato numero di nuovi innesti obbliga lo staff a ricominciare quasi da capo. "Ci sono molti calciatori nuovi con curriculum importanti, ma la differenza la fa il rapporto umano e la capacità di creare un gruppo", ha dichiarato l'allenatore, evidenziando come la sintonia tra le persone sia l'unico vero motore per il successo, specialmente quando bisogna amalgamare volti appena arrivati.

Valutazioni in corso sul mercato

Con la finestra trasferimenti ancora sullo sfondo, Danucci non ha fretta di stravolgere ulteriormente l'organico, preferendo la via dell'osservazione diretta. Pur conoscendo le doti dei suoi ragazzi per averli spesso incrociati come rivali sui campi di gioco, il mister ritiene che solo il lavoro quotidiano possa fornire un quadro realistico delle necessità della squadra. "Ci prenderemo qualche giorno per valutare il gruppo", ha ammesso, ringraziando la società per avergli garantito totale appoggio nel caso in cui si rendessero necessari nuovi correttivi in entrata.

Il patto con la piazza

Un capitolo a parte merita il rapporto con la tifoseria, elemento imprescindibile della realtà tarantina. Danucci non cerca scuse e riconosce il supporto costante ricevuto dai sostenitori, spostando il peso del riscatto interamente sulla squadra. È convinto che la fiducia del pubblico non vada pretesa, ma riconquistata attraverso il sudore, i risultati e, soprattutto, un comportamento esemplare in campo.

Un finale di stagione tutto da scrivere

Infine, lo sguardo si volge alla classifica. Il tecnico non vuole sentire parlare di discorsi chiusi o stagioni archiviate in anticipo. L'obiettivo dichiarato è quello di lottare su ogni pallone per tentare una rimonta verso le posizioni che contano, mantenendo viva la speranza della promozione attraverso ogni via possibile. "Speriamo che il campionato non sia finito. La maglia che indossiamo ci impone di non mollare mai", ha concluso Danucci, lanciando un messaggio chiaro a tutto il girone: il Taranto ha intenzione di onorare la propria storia fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata.


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