Taranto-Bisceglie: the sound of silence tra voglia di rivalsa e sogni di vetta
C’è un silenzio irreale che avvolge lo stadio, un vuoto sugli spalti che stride violentemente con il frastuono delle emozioni in campo. Oggi, domenica 22 febbraio, la 30ª giornata del campionato di Eccellenza pugliese offre il piatto forte, forse decisivo: Taranto contro Bisceglie. Non è una semplice gara di cartello, ma un crocevia che rischia di emettere sentenze definitive, giocato in un’atmosfera surreale a porte chiuse.
La classifica non mente e disegna scenari opposti ma intrecciati. Per il Taranto, terzo a 54 punti, questa è l’ultima chiamata. Il gap di sette lunghezze dal secondo posto occupato proprio dagli avversari di oggi suona come un campanello d’allarme: sbagliare significherebbe veder scappare via il treno diretto per i piani alti e complicare maledettamente la griglia play-off. Il mezzo passo falso di domenica scorsa (1-1 contro il Toma Maglie) ha lasciato scorie che solo una vittoria di prestigio può spazzare via.
Sull’altro fronte, il Bisceglie arriva con il vento in poppa. I nerazzurri, secondi a quota 61, sentono l’odore della vetta distante appena due punti, occupata dal Brindisi. La vittoria nel derby contro l’Unione Calcio ha cementato le certezze di una squadra che ha perso solo due volte in stagione e che vede nel match odierno l'opportunità di dare una spallata al campionato: vincere significherebbe escludere quasi definitivamente il Taranto dalla corsa diretta e mettere una pressione asfissiante sulla capolista.
C’è poi la psicologia, che in queste sfide conta quanto la tattica. Taranto e Bisceglie non sono due sconosciute che si incrociano per caso. Le scorie della Coppa Italia sono ancora caldissime. Soltanto lo scorso 5 febbraio, nella finale di ritorno al "Ventura", i nerazzurri hanno alzato il trofeo grazie al sigillo di Citro, condannando i rossoblù a guardare gli altri festeggiare. Quell’1-0 (che seguiva il 2-1 dell'andata) è una ferita aperta per gli ionici. Oggi, in campionato, il Taranto non cerca solo tre punti, ma una vendetta sportiva: dimostrare che quella notte di coppa è stata un incidente di percorso e non la fotografia dei reali valori in campo.
Se il cuore spinge verso l'emotività, i dati impongono riflessioni razionali. Si affrontano due corazzate offensive: 56 gol fatti per i padroni di casa, 55 per gli ospiti. Ma è nella solidità che il Bisceglie sembra avere qualcosa in più, con appena 21 reti subite e una differenza reti mostruosa (+34), frutto di un cinismo che porta la squadra a viaggiare a una media di oltre due gol a partita. Il Taranto, con un’età media leggermente più alta (25 anni contro i 24,1 degli avversari), dovrà far valere l'esperienza e la rabbia agonistica per scardinare una difesa che finora ha concesso le briciole.
Fischio d’inizio tra poche ore. Senza tifosi, senza cori, ma con una tensione palpabile. Per il Taranto è "dentro o fuori", per il Bisceglie è la prova di forza per il titolo. Che vinca il migliore, nel silenzio assordante di una domenica che vale un pezzo di storia del campionato.