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Spal, Parlato scuote i suoi: «Sotto porta non voglio ballerine»

di Redazione Notiziario del Calcio

La SPAL riapre con prepotenza il discorso promozione grazie a una vittoria di fondamentale importanza contro la capolista Mezzolara, portandosi a ridosso della vetta in una giornata che potrebbe segnare la svolta della stagione.

Al termine del match, Carmine Parlato ha espresso grande soddisfazione per l'atteggiamento dei suoi uomini, sottolineando come la determinazione messa in campo sia stata esattamente quella preparata durante le sessioni di allenamento settimanali.

Il tecnico ha lodato la capacità del gruppo di agire in modo compatto, partecipando attivamente a entrambe le fasi di gioco con una coesione che raramente si era vista nei mesi precedenti, mettendo alle corde un avversario di altissimo livello.

«Ci auguravamo di fare una partita del genere, i ragazzi sono stati bravi a mettere in campo quello che abbiamo provato in settimana, giocando in undici in entrambe le fasi» ha esordito l'allenatore biancazzurro nella sua analisi.

Nonostante l'euforia che si respira attorno all'ambiente ferrarese, Parlato ha voluto immediatamente gettare acqua sul fuoco, ricordando che il percorso è ancora lungo e che la vittoria di oggi non deve far perdere di vista l'obiettivo finale.

Secondo il mister, la differenza in campo è stata fatta dallo spirito di sacrificio e dalla ferocia agonistica mostrata nel voler abbattere la prima della classe, doti che andranno confermate già nella prossima sfida contro il Pietracuta.

«Se restiamo umili possiamo competere sulle zone altissime, altrimenti non andiamo da nessuna parte» ha ammonito il tecnico, ribadendo che il successo odierno non garantisce alcun vantaggio futuro se non viene accompagnato dalla giusta mentalità.

Le scelte di formazione operate per questo scontro diretto sono state dettate, a detta di Parlato, esclusivamente da un criterio meritocratico, premiando chi aveva dimostrato di poter incidere partendo dalla panchina nelle uscite precedenti.

Il timoniere della SPAL ha chiarito che nel suo spogliatoio nessuno può considerarsi intoccabile, incentivando una competizione interna sana che deve spingere ogni calciatore a dare il massimo per la causa comune del club.

«Le scelte sono state dettate dalla meritocrazia, in questo gruppo tutti devono sentirsi titolari, ma nessuno è indispensabile» ha precisato, sottolineando l'importanza dell'apporto fornito anche dai collaboratori meno visibili, dal magazziniere allo staff medico.

Un passaggio critico è stato invece dedicato alla gestione delle palle inattive e, più nello specifico, al gol incassato durante il primo tempo, un episodio che ha rischiato di macchiare una prestazione complessivamente dominante.

Parlato non ha usato giri di parole per definire l'ingenuità commessa dai suoi, richiamando tutti a una maggiore cattiveria agonistica all'interno dell'area di rigore, dove la fisicità deve prevalere sulla tecnica fine a se stessa.

«L’ho detto ai ragazzi a fine primo tempo: siamo stati dei coglioni sul loro gol, purtroppo è andata così ma adesso viene il difficile» ha commentato duramente, evidenziando come la fisicità del Mezzolara abbia punito una distrazione evitabile.

L'allenatore ha poi rincarato la dose riguardo alle situazioni di calcio d'angolo, spiegando che la squadra deve migliorare sensibilmente sia nella battuta che nella finalizzazione, evitando comportamenti poco concreti nel cuore dell'area.

«Ho detto ai ragazzi che se devono saltare per fare le ballerine è meglio che stiano dietro, dobbiamo migliorare molto su come battiamo i corner» ha sentenziato il tecnico, cercando di spronare i suoi verso un cinismo maggiore.

La preoccupazione immediata riguarda ora il recupero delle energie fisiche e nervose, oltre alla valutazione delle condizioni di Ricci, uscito malconcio dal campo a causa di un colpo al polpaccio che andrà monitorato nei prossimi giorni.

Il messaggio finale è un invito alla calma rivolto a tutto l'ambiente: la strada per la vetta è ancora in salita e ogni forma di presunzione potrebbe risultare fatale per le ambizioni di promozione della società estense.

Parlato sa bene che nel calcio dilettantistico l'equilibrio è sottile e basta un attimo di rilassatezza per rovinare quanto di buono costruito in novanta minuti di grande calcio contro la prima della classe.

«Se tutti noi stiamo calmi allora riusciremo a preparare le partite nel modo giusto, se invece pensiamo di essere bravi lo prenderemo nei denti» ha concluso infine l'allenatore biancazzurro.


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