SPAL, Parlato non si nasconde dopo il ko: «Buttiamo giù questo boccone amaro, serviva più cinismo»
L'avventura di Carmine Parlato sulla panchina della Spal non è iniziata sotto i migliori auspici dal punto di vista del risultato, con i biancazzurri che sono usciti sconfitti dal confronto casalingo contro il Nibbiano Valtidone.
Un 0-1 che sancisce l'eliminazione dalla Coppa Italia d'Eccellenza, un verdetto amaro per una piazza che sperava in una scossa immediata dopo il cambio di guida tecnica avvenuto in settimana.
Nonostante il cambio nel sistema di gioco e nell'approccio, la sostanza della partita ha premiato gli ospiti, capaci di restare compatti e colpire nel momento decisivo, approfittando di una flessione dei padroni di casa.
Il nuovo allenatore, intervenuto nella sua prima conferenza stampa postpartita, ha analizzato con estrema lucidità quanto accaduto sul rettangolo verde, cercando di bilanciare la delusione per il punteggio con la fiducia per il lavoro appena iniziato.
« È stata una partita in cui i ragazzi hanno cercato di fare una prestazione importante e per una mancanza di attenzione finale gli avversari sono stati più bravi di noi » ha esordito il tecnico.
Secondo Parlato, la prova complessiva della squadra non è da buttare, anzi, ci sono stati segnali di vitalità che lasciano ben sperare per il futuro prossimo in campionato.
L'impegno profuso dal gruppo è stato evidente, sia sotto il profilo fisico che quello mentale, sebbene siano emerse delle lacune strutturali che andranno corrette nel minor tempo possibile.
« Se dovessi giudicare la prova dei ragazzi, direi che è stata positiva: hanno mostrato grande impegno, anche se in alcuni momenti avremmo dovuto correggerci » ha proseguito l'allenatore.
Mister Parlato non ha risparmiato i complimenti agli avversari, sottolineando l'organizzazione del Nibbiano, ma ha subito voluto spostare l'attenzione sull'imminente impegno infrasettimanale, ritenuto fondamentale.
« Faccio i complimenti al Nibbiano, noi invece dobbiamo guardare avanti alla partita importantissima di mercoledì: buttiamo giù questo boccone amaro e cerchiamo di non farci influenzare » ha aggiunto con fermezza.
Secondo il tecnico, la rosa a sua disposizione possiede i mezzi tecnici e caratteriali per elevare il proprio standard e offrire prestazioni di ben altra caratura rispetto a quella odierna.
Analizzando la dinamica dei primi quarantacinque minuti, Parlato ha ravvisato un'eccessiva frenesia nella gestione del pallone, un difetto che ha impedito alla Spal di prendere il comando totale delle operazioni.
« Nei primi 45 minuti la fretta è stata cattiva consigliera: dovevamo essere più padroni del possesso » ha spiegato, indicando nella serenità e nella cattiveria agonistica le chiavi per la risalita.
Nonostante qualche trama di gioco interessante e alcune conclusioni verso la porta, è mancata la necessaria lucidità nell'ultimo passaggio, quello capace di mettere l'attaccante nelle migliori condizioni per battere a rete.
Il tecnico si è comunque detto soddisfatto di come la squadra abbia recepito i dettami tattici provati nei pochi giorni di allenamento, specialmente per quanto riguarda l'uscita della palla dalla difesa.
« Nella costruzione da dietro e nel trovare alcune giocate però abbiamo fatto quello che avevamo provato, e penso che i ragazzi si siano anche trovati bene » ha commentato il mister spallino.
Oltre all'aspetto tecnico, Parlato ha toccato anche il tema del nervosismo in campo, minimizzando le proteste rivolte alla direzione di gara e inquadrandole in un contesto di normale foga agonistica.
« Penso sia normale e spontaneo arrabbiarsi con l’arbitro in mezzo al campo, e questo dipende molto dal tipo di arbitro che si ha davanti » ha riflettuto l'allenatore durante l'incontro con i giornalisti.
Per il mister, il rispetto deve essere reciproco: i calciatori devono accettare i verdetti del fischietto, ma allo stesso tempo chi dirige la gara non dovrebbe eccedere nelle sanzioni davanti a proteste composte.
« Credo che si debba sempre avere rispetto per le decisioni arbitrali, ma allo stesso tempo gli arbitri non dovrebbero offendersi davanti a delle parole, sempre educate, dei giocatori » ha specificato.
La lezione che la Spal deve portarsi a casa da questa eliminazione è legata soprattutto all'efficacia nelle due aree di rigore, dove la cattiveria sotto porta e la concentrazione difensiva fanno la differenza.
« Nel calcio, quando si hanno le occasioni, serve essere letali nell’andare a segnare e in questo momento bisogna evitare il minimo errore » ha sentenziato Parlato, conscio della sua missione a Ferrara.
Il tecnico ha ribadito di non essere arrivato per cercare scuse, ma per assumersi le responsabilità del progetto e lavorare su ogni dettaglio, a 360 gradi, per invertire la rotta stagionale.
Per quanto riguarda le scelte tattiche, la decisione di cambiare modulo è nata da un confronto continuo con la squadra, con l'obiettivo di mettere ogni elemento nella posizione più consona alle proprie doti.
« Per quanto riguarda il modulo, ho voluto sfruttare al meglio i ragazzi e le loro caratteristiche, anche confrontandomi con loro in settimana » ha rivelato, sottolineando l'importanza dell'interpretazione del ruolo.
Mister Parlato ha dedicato un passaggio anche agli avversari, definendo il Nibbiano una realtà consolidata che raccoglie i frutti di anni di lavoro con lo stesso nucleo di giocatori.
Per competere con squadre così collaudate, alla Spal serve quel qualcosa in più che oggi è mancato, specialmente nella gestione del pallone e nella copertura degli spazi in fase di non possesso.
« Ho detto loro per il 70% di fare una buona prestazione, ma bisogna fare qualche cosa in più per arrivare al meglio, gestire bene la palla e avere attenzione difensiva » ha rimarcato il tecnico.
Nello scacchiere biancazzurro, una menzione particolare è andata a Senigagliesi, giocatore dotato di una forza aerobica e di una tecnica che gli permettono di coprire ampie porzioni di campo con efficacia.
« Credo che Senigagliesi abbia le capacità per poter aiutare dietro e fare anche i trenta metri davanti » ha spiegato Parlato, pur ribadendo che ogni schema necessita dei giusti tempi di inserimento.
Infine, l'allenatore ha chiarito la gestione dei cambi, utilizzati massicciamente nella ripresa non solo per motivi fisici, ma per avere una visione completa di tutto l'organico a sua disposizione.
« Nel secondo tempo, essendo anche la prima partita, volevo vedere anche gli altri ragazzi e ho cercato di utilizzare tutti e cinque i cambi per vederli » ha concluso il mister ferrarese.