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SPAL, Parlato esalta il gruppo: «Tutti si sono sacrificati, restare in dieci dopo venti minuti non era facile»

di Redazione Notiziario del Calcio

Il tecnico della SPAL, Carmine Parlato, ha analizzato con estrema soddisfazione il successo ottenuto per 1-0 sul campo del Russi, una vittoria che porta la firma di Mazza ma che è stata cementata da una prova di carattere collettiva. L'allenatore ha voluto sottolineare la capacità di reazione dei suoi uomini, capaci di gestire un'emergenza improvvisa nata nelle prime battute di gioco e di trasformarla in un'opportunità per dimostrare la solidità del gruppo.

«Nessuno si sarebbe aspettato dopo venti minuti di rimanere in dieci, almeno io. Sono stati bravi i ragazzi e abbiamo fatto una partita di grande impegno fisico e tecnico tattico, vincendo su un campo difficile» ha esordito il mister in sala stampa. Parlato ha poi voluto chiudere sul nascere ogni possibile polemica relativa alle condizioni del terreno di gioco del "Bruno Bucci", ribadendo quanto già espresso alla vigilia della trasferta romagnola.

Secondo la visione del tecnico, le asperità del campo vanno accettate come una variabile del campionato e non devono mai rappresentare una scusa per mancare l'obiettivo. La vittoria odierna consente alla SPAL di blindare la seconda piazza e di accorciare sensibilmente le distanze dalla terza posizione, ora distante otto lunghezze, grazie a una prestazione fatta di abnegazione e spirito di servizio.

«Tutti si sono sacrificati per la squadra, per la città, per l’impegno che deve avere un professionista» ha proseguito Parlato, dedicando un pensiero speciale alla tifoseria organizzata che ha seguito la squadra anche in questa occasione. Per l'allenatore, vedere così tanti sostenitori al seguito è un motivo di vanto che spinge l'intero ambiente a dare il massimo durante ogni singola sessione di allenamento quotidiana.

La gestione tattica dell'incontro è stata inevitabilmente condizionata dal rosso diretto sventolato a Giacomel, un episodio che ha costretto la panchina a ridisegnare l'assetto della squadra per non soccombere alla pressione avversaria. «Dopo l’inferiorità numerica ho mantenuto grosso modo l’assetto, mentre nel secondo tempo ho cambiato modulo per dare più solidità dietro inserendo Mambelli e provando a tenere comunque giocatori offensivi per poter ripartire» ha spiegato il mister.

Nonostante l'uomo in meno, nei primi venticinque minuti di gioco si sono intravisti i segnali di una crescita strutturale che Parlato sta cercando di imprimere alla sua SPAL fin dal primo giorno. L'idea è quella di una squadra capace di costruire l'azione partendo dalle retrovie, seguendo principi di gioco ben definiti che devono essere assimilati da ogni singolo elemento della rosa.

«Stiamo cominciando di costruire dal basso e avere dei principi precisi. Tutti devono pensare come una sola testa» ha avvertito l'allenatore, lodando la capacità dei suoi di calciare verso la porta avversaria nonostante il pressing alto esercitato dal Russi. La forza del gruppo, secondo Parlato, risiede nella consapevolezza che ognuno può essere protagonista: «Devono sentirsi tutti titolari e nessuno indispensabile».

L'espulsione di Giacomel resta l'unico neo di una giornata comunque trionfale, nata da una valutazione errata in una situazione di gioco resa complicata dalle traiettorie del pallone su un campo irregolare. «In quelle situazioni c’è uno spazio-tempo da valutare per l’uscita e purtroppo c’è stata questa decisione dell’arbitro. Accettiamo la decisione, ci riposiamo e martedì ripartiamo» ha concluso il tecnico, proiettando già la mente al prossimo impegno di campionato.


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