SPAL, l’urlo di Parlato dopo il flop con la Cava Ronco: «Mi accontenterei di giocare male, ma voglio i tre punti»
Il pareggio a reti bianche ottenuto dalla SPAL sul terreno del Futball Cava Ronco ha lasciato un sapore decisamente amaro in bocca a mister Carmine Parlato, che si trova ora a gestire un distacco dalla vetta della classifica fattosi decisamente importante. Nonostante la delusione per il mancato successo, il tecnico ha voluto sottolineare la dedizione mostrata dai suoi uomini, che hanno abbandonato il rettangolo di gioco visibilmente provati dallo sforzo profuso durante i novanta minuti di gioco.
«Guardando la partita resta l’amarezza per non aver raccolto i tre punti», ha ammesso l’allenatore spallino analizzando il risultato finale. «La matematica non dà per scontato niente, quindi anche con l’1% di possibilità di promozione diretta dobbiamo crederci. I ragazzi oggi hanno dato tutto. Peccato che abbiamo buttato via delle palle gol, perché siamo una squadra che ne crea tante, ma che poi rischia di subirlo alla fine. Dobbiamo cercare di migliorare questa cosa».
Nel corso della sfida, la guida tecnica ha tentato diverse soluzioni tattiche per scardinare la difesa dei biancorossi, variando la posizione degli esterni e cercando una maggiore spinta dai difensori centrali. La ricerca del vantaggio è stata costante, ma la scarsa precisione negli ultimi metri ha vanificato il volume di gioco prodotto. La squadra ha cercato di alzare il baricentro e di inserire forze fresche per aumentare il peso offensivo nella zona centrale del campo.
«Abbiamo provato cose diverse con Carbonaro a sinistra e Senigagliesi a destra, scambiandoli tra di loro durante la partita», ha spiegato Parlato entrando nei dettagli della manovra. «Abbiamo alzato il baricentro dei braccetti di difesa. Nel secondo tempo abbiamo spinto ancora di più per far inserire Cozzari e Moretti, provando a creare di più. Serve ottimizzare il lavoro che facciamo in campo e prima o poi la situazione girerà per recuperare qualche punto».
Il tecnico ha poi voluto difendere con forza l’impegno del gruppo, respingendo le critiche sulla mancanza di mordente e assumendosi le responsabilità per la mancata finalizzazione delle numerose occasioni create. Il rammarico principale resta quello di non riuscire a concretizzare la mole di lavoro prodotta, un difetto che sta pesando enormemente sul cammino stagionale della compagine ferrarese in questo girone.
«I ragazzi sono usciti dal campo stremati e ho anche dovuto sostituirne due per infortunio. Loro ci tengono e vorrebbero vincere le partite, non direi che manchi l’impegno», ha ribadito l’allenatore con fermezza. «Dobbiamo fare un mea culpa cercando di finalizzare almeno il 30% delle azioni che creiamo. Ringrazio i tifosi che sono venuti e che sono dispiaciuti per il risultato, come lo sono anche io. Mi accontenterei di una prestazione al di sotto delle aspettative, ma portando a casa i tre punti».
Analizzando la fase offensiva, Parlato ha descritto i correttivi apportati a gara in corso per cercare di occupare meglio l’area di rigore avversaria, ammettendo che a volte la troppa foga ha giocato brutti scherzi ai suoi calciatori. La sfortuna, tra legni colpiti e interventi prodigiosi del portiere avversario, ha fatto il resto, lasciando i biancazzurri a bocca asciutta nonostante i ripetuti tentativi di portarsi in vantaggio.
«Nel secondo tempo ho fatto una modifica, mettendo Moretti come spalla di Piccioni e poi ho inserito Cozzari. Ho cercato in tutti i modi di trovare la via del gol», ha sottolineato il mister. «La traversa, le parate del loro portiere e la troppa fretta nell’andare a concludere le azioni ci hanno fatto mancare l’appuntamento con la rete. Non posso rimproverare questo gruppo perché stanno dando molto. Io non credo c’entri il modulo con questi risultati».
Infine, il discorso si è spostato sulla costruzione del gioco e sulla gestione della rosa in vista del prosieguo del campionato. Parlato ha ribadito la sua fiducia nel lavoro a lungo termine e nella qualità dei giocatori attualmente a disposizione, pur lasciando le porte aperte a eventuali interventi sul mercato da parte della società se dovessero presentarsi occasioni per migliorare il potenziale offensivo.
«Da quando ci sono io, i ragazzi hanno fatto buone prestazioni, ma ciò viene oscurato perché non abbiamo vinto», ha concluso l’allenatore della SPAL. «Alla rosa ci pensa il direttore sportivo. Io penso all’aspetto tecnico e finché la matematica non ci dirà il contrario, noi continueremo a lottare per vincere. Ho l’obbligo di farli rendere al meglio, cercando di migliorare soprattutto la fase realizzativa».