SPAL, il ds Federico: «Non cambia nulla, siamo in salute e andremo a giocarcela alla grande»
L’amarezza per un verdetto del campo che appare viziato da episodi arbitrali decisivi non scalfisce la convinzione del direttore sportivo Sandro Federico. Dopo la sconfitta interna nella sfida d'andata dei play-off, il dirigente biancorosso ha analizzato con fermezza quanto accaduto, evidenziando come i due gol annullati alla propria squadra abbiano inevitabilmente pesato sull'esito finale. Nonostante il passo falso, resta alta la fiducia nel gruppo, supportata da una prestazione fisica in crescendo che lascia aperto ogni scenario in vista del ritorno, dove la posta in palio sarà altissima.
«Una sconfitta che sa di beffa, soprattutto perché è giusto dire che le prove televisive dicono chiaramente che i due gol erano assolutamente validi. Sarebbe finita 2-1 se ci fosse stato il VAR, ma purtroppo gli errori sono stati clamorosi e hanno condizionato inevitabilmente la gara, uno sullo 0-0 e il secondo ancora più evidente. Capisco la giovane età di questi arbitri che arrivano da fuori, ma una valutazione di questo tipo è inaccettabile, soprattutto quando c’è un giocatore avversario a terra che funge da riferimento».
«Come società dobbiamo evidenziare quello che è avvenuto, perché un po’ tutti facciamo tanti sacrifici e lottiamo per un obiettivo. Dispiace che una partita così bella sia stata condizionata da valutazioni di tale natura. Questa sconfitta rende il cammino più arduo, certo, ma non cambia assolutamente nulla. Tra sette giorni si apre un’altra pagina e andiamo lì per giocarcela alla grande, perché abbiamo dimostrato di stare bene fisicamente e di spingere fino al 96º».
«La squadra è in salute, soprattutto nel secondo tempo ha dimostrato di esserci. Abbiamo creato tante palle gol, oltre a quelle annullate, e sebbene siamo stati poco concreti, questo ci fa ben sperare. Il primo tempo è servito per trovare le misure contro un avversario che sa giocare a calcio, ma nella ripresa siamo venuti fuori alla grande ed è questo che deve rimanere nella nostra testa».
«Nello spogliatoio si respirava proprio questo: la volontà di rivalsa. In queste partite, così equilibrate, l’episodio può essere determinante, ma noi dobbiamo ripartire da quanto fatto vedere nel secondo tempo. Siamo in ottima condizione e dobbiamo solo continuare su quella strada».
«Mi auguro che qualcuno si metta una mano sulla coscienza. Dopo essere stati danneggiati clamorosamente – ripeto, danneggiati – ci si aspetta che in una finale arrivino i direttori di gara più preparati. Il secondo gol annullato è davvero clamoroso. Non credo ci saranno conseguenze disciplinari dopo il parapiglia finale, perché tutto è tornato alla normalità, ma resta il rammarico per una gestione che non è accettabile».
«Al ritorno non abbiamo alternative: dobbiamo andare a vincere. Ci prepareremo con grande attenzione, lucidità e determinazione. La cosa che consola è vedere la squadra finire con ancora tanta benzina in corpo. Non bisogna aver paura di niente: il calciatore professionista deve sapersi adattare al clima e all’atmosfera del campo. Siamo fiduciosi, convinti e decisi: abbiamo ancora l’altro 50% di qualificazione da giocarci alla grande».