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Rivoluzione Rimini, spunta una cordata di big: i nomi che fanno sognare

di Redazione Notiziario del Calcio

Il futuro calcistico della città di Rimini sta per prendere una forma definitiva, ma il percorso richiede ancora un po' di pazienza per conoscere i volti dei nuovi protagonisti. Le scadenze non sono dettate né dall'amministrazione comunale né dai potenziali acquirenti, bensì dalla Federazione, che impone di attendere la fine ufficiale della stagione 2025-2026, prevista per il 30 giugno.

Soltanto a partire dal primo luglio il Comune potrà muoversi ufficialmente presso la Figc per richiedere l'iscrizione di una nuova compagine nella categoria più alta possibile, che attualmente è l'Eccellenza. La tabella di marcia sarà serrata: entro il mese di luglio si dovrà istruire un bando, raccogliere le manifestazioni di interesse e procedere con l'assegnazione del titolo sportivo.

A Palazzo Garampi l'attività è già frenetica, con diverse proposte giunte da varie aree geografiche, tanto che il sindaco ha richiesto l'invio formale dei progetti tramite posta certificata. L'obiettivo prioritario è favorire la territorialità e la vicinanza umana alla città, premiando chi dimostrerà un legame reale con il tessuto riminese.

Al momento, come illustrato nel documento aaaa - Copia_7.jpg, il panorama dei contendenti vede due blocchi principali contrapposti. Da un lato ci sono i fratelli Giovanni e Roberto Carnevali, figure di spicco già attive nel Sassuolo e nel Riccione, che rappresenterebbero una gestione di stampo "monarchico" e autonoma.

Dall'altro lato emerge una sorta di "repubblica" degli imprenditori locali, una cooperativa che potrebbe coinvolgere circa venti persone con un impegno quinquennale e un contributo individuale di 50.000 euro all'anno. Tra i nomi più rilevanti di questo gruppo figurano Orfeo Bianchi, Giuliano Lanzetti del Bounty e Paolo Maggioli, attuale presidente della Rinascita Basket Rimini.

Resta infine l'incognita legata all'ex presidente Giorgio Grassi, che potrebbe essere attratto dall'idea di tornare a occuparsi di calcio giovanile, sebbene frenato dalle fatiche delle passate gestioni. La vera sfida delle prossime settimane sarà capire se queste diverse visioni gestionali potranno trovare un punto d'incontro per far rinascere il calcio a Rimini sotto un'unica bandiera.


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