Portici, ecco Sansone: «Mi gioco tutto me stesso, sono il primo a volere la Serie D»
Il Portici 1906 ha il suo nuovo direttore sportivo. È Salvatore Sansone, figura già nota nel panorama dell'Eccellenza campana, che si presenta alla piazza vesuviana con entusiasmo e idee chiare. La trattativa con il presidente Gianluca Passeggio si è chiusa in tempi record — appena 48 ore — e questo la dice lunga sull'intesa immediata tra le parti.
Sansone arriva dopo un'esperienza al Santa Maria Capua Vetere, sponda Gladiator, dove si era trovato a gestire una situazione tutt'altro che semplice: «Santa Maria Capua Vetere può essere gioia e dolori, e quando sono arrivato dopo la retrocessione c'è stato un lavoro importante volto a ricostruire una certa credibilità sportiva e tecnica. Non è stato facile, c'è stato un lavoro enorme per far sì che si rispecchiasse la giusta ambizione dei tifosi del Gladiator». Nel suo curriculum figurano anche le esperienze con Quarto e Gladiator, che gli hanno forgiato una mentalità pragmatica e orientata alla sostanza.
Il legame con il club azzurro non nasce dal nulla. Sansone e il presidente Passeggio si sono conosciuti durante l'anno, complice anche l'amicizia che il nuovo ds nutre nei confronti di Stefano Vampore, suo predecessore nella carica: «Con il presidente ci siamo conosciuti durante l'anno, anche per l'amicizia che mi lega a Stefano Vampore tra consigli personali e opinioni lavorative. Ho da subito stimato il lavoro che è stato svolto per ricostruire il Portici la scorsa estate, e quando ci siamo incontrati mi sono innamorato sportivamente e lavorativamente della progettualità e delle idee societarie». Una stima che si è rapidamente trasformata in certezza: «Mi è bastato un giorno per convincermi a firmare».
Sansone riconosce apertamente il valore del lavoro svolto da chi lo ha preceduto. Vampore, insieme al presidente Passeggio e all'allenatore Francesco Coppola, ha costruito le fondamenta su cui il nuovo ds intende proseguire: «A Portici ho una grande fortuna, che questa cosa è già stata scavalcata, grazie al lavoro del Presidente, di Stefano e di Francesco Coppola, che nell'ultima scia ha dato una identità al progetto sportivo della squadra».
Il nuovo dirigente si mostra consapevole del ruolo cruciale che l'allenatore riveste all'interno di un progetto vincente: «Ricordiamoci che il Presidente dà un'impostazione, il Direttore un'altra, ma se non c'è un allenatore che lavora in un certo modo non c'è l'indotto per tutti i sacrifici fatti dalle altre parti in gioco».
L'obiettivo stagionale non viene celato. Sansone lo dichiara apertamente, con la franchezza di chi sa cosa vuole: «Mi gioco tutto me stesso, sono il primo a voler salire in D. Se questo sano egoismo c'è anche collettivamente fa bene a tutto l'ambiente». Un traguardo che, a suo avviso, diventa più accessibile quando l'ambiente è compatto e tutti remano nella stessa direzione: «Ho da ripagare la fiducia di un presidente con cui la trattativa s'è chiusa in 48 ore: una situazione così genera un entusiasmo importante».
Quello che ha trovato a Portici, racconta, è qualcosa di non scontato nel calcio dilettantistico: una comunità sportiva autentica, con un presidente che non è soltanto un finanziatore ma un vero appassionato. «Questo è un ambiente pulito, ho trovato un Gianluca Passeggio tifoso. Sportivamente parlando mi innamoro, perché se non c'è questo presupposto di base è più difficile raggiungere certi obiettivi».
La piazza, in questo senso, diventa essa stessa uno stimolo: «Gli stimoli si trovano guardando a Portici come una piazza importante a cui dare tutto, qui tutti si giocano sé stessi investendo economicamente, umanamente e sportivamente. Quando vedi che tutti remano dalla stessa parte, lo stimolo viene da sé».
Responsabilità collettiva e cultura dell'errore
Sansone introduce anche una riflessione sulla gestione degli inevitabili momenti difficili che ogni stagione porta con sé. La sua visione è quella di un gruppo che non si arena di fronte agli ostacoli, ma li affronta con la forza dei valori condivisi: «Tutti possiamo sbagliare, dal Presidente che sbaglia un investimento all'allenatore che sbaglia una scelta tecnica, ma se c'è un valore umano non ci si ferma al problema e si punta alla soluzione. Quando ci sono questi presupposti e questo spessore umano, entusiasmo e presa di responsabilità vengono in automatico».
E poi, quasi a voler sigillare il patto con la città: «Quando ho firmato ho specificato che non hanno contrattualizzato non solo un Direttore, ma un altro tifoso del Portici, che penserà a questa società h24».
Un'identità di gioco prima di tutto
Sul piano tecnico, Sansone delinea con precisione la filosofia che guiderà le scelte di mercato. Il Portici non cerca nomi o curriculum, ma profili che sappiano abbracciare un'idea di calcio precisa, articolata e già avviata: «La società si sta costruendo su dei concetti e su dei principi di un calcio che oggi potrebbe essere sopra la media per la categoria. Per arrivare a determinati obiettivi, settimana per settimana, c'è bisogno di una predisposizione mentale. C'è chi ascolta, ma magari non tutti riescono a calarsi nella mentalità tattica».
Il filtro principale nella valutazione dei calciatori sarà dunque di natura caratteriale prima ancora che tecnica: «In primis ci sarà bisogno di scegliere calciatori che sappiano ascoltare la mentalità dell'allenatore, per calarsi nella mentalità di un intero sistema. Il tutto combinato con un potenziale fisico e atletico medio-alto, e un potenziale tecnico con determinate qualità in gran parte dei ruoli, come ha specificato il mister recentemente».
Non è escluso che possano arrivare elementi già affermati in categorie superiori, ma non si tratta di un criterio vincolante: «Magari qualche profilo che ha già vinto in Eccellenza o fatto bene in D può starci, ma non è una regola fissa. Un calciatore può avere qualità, ma deve avere in più una certa predisposizione mentale nell'assorbire quanto si sta costruendo. La valutazione viene comunque fatta sul collettivo, un collettivo fatto di calciatori che possano capire subito l'identità che, tecnicamente e tatticamente, Portici vuole dare».
Un concetto, quello dell'identità, che parte direttamente dalla proprietà: «Questa cosa parte dall'alto, il presidente ci ha chiesto una squadra di identità. Il calcio può essere fatto in tanti modi, ma ognuno di noi ha una tendenza, e la squadra dovrà avere questa identità dalla testa ai piedi».
Il Portici 1906 si prepara dunque a una nuova stagione con una guida tecnica rinnovata ma in piena continuità con il percorso intrapreso. Sansone porta con sé energia, esperienza sul campo e una visione chiara. La Serie D è l'orizzonte, il lavoro è già cominciato.