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Pirozzi dopo la vittoria sofferta: «Se fossimo stati presuntuosi ci avremmo lasciato le penne»

di Redazione Notiziario del Calcio

La Lucchese conquista tre punti preziosi in una giornata che, visti gli altri risultati del turno, assume un'importanza ancora maggiore per la classifica. Una vittoria sofferta, combattuta, ottenuta con quella grinta e determinazione che servono quando si affrontano partite su campi difficili. Al termine dell'incontro, mister Pirozzi si presenta davanti ai microfoni con la soddisfazione di chi sa di aver portato a casa un risultato fondamentale, analizzando con lucidità una prestazione che ha richiesto sacrificio e adattamento tattico.

Il tecnico rossonero parte subito inquadrando il tipo di gara affrontata. «Le partite sono queste, su questo campo servono partite così, se si fosse stati presuntuosi ci avremmo lasciato le penne», ha esordito Pirozzi, mettendo in evidenza come l'approccio mentale sia stato determinante per evitare scivoloni. La consapevolezza di dover affrontare un impegno complicato, su un terreno di gioco ostico e contro un avversario motivato, ha spinto la squadra a presentarsi con l'atteggiamento giusto, senza sottovalutare nulla e senza dare per scontato il risultato. L'umiltà tattica e l'attenzione ai dettagli hanno fatto la differenza, permettendo alla Lucchese di non cadere nella trappola della superficialità che spesso costa caro in queste circostanze.

Sul piano tattico, Pirozzi ha optato per una soluzione iniziale che è stata poi modificata in corsa. «Abbiamo iniziato con un quattro-quattro-due per poi modificarlo», ha spiegato il mister, dimostrando quella flessibilità che caratterizza gli allenatori capaci di leggere l'andamento della partita e di intervenire quando necessario. La scelta di partire con un assetto più coperto e compatto è stata probabilmente dettata dalla necessità di non scoprirsi troppo nelle fasi iniziali, per poi eventualmente aggiustare il sistema di gioco una volta compreso l'andamento del match. Questa capacità di adattamento rappresenta un valore aggiunto importante per una squadra che deve saper interpretare diversi tipi di partite nel corso della stagione.

L'importanza dei tre punti conquistati va letta anche alla luce del momento che la squadra stava attraversando. «Oggi tappa importante, venivamo da due partite di seguito tirate al massimo», ha dichiarato Pirozzi, sottolineando come la vittoria arrivi dopo due gare consecutive molto dispendiose dal punto di vista fisico e nervoso. Quando si susseguono impegni che richiedono il massimo sforzo, sia atletico che mentale, diventa fondamentale riuscire a ricaricare le energie e a mantenere alta la concentrazione. In questo contesto, portare a casa i tre punti assume un significato ancora più rilevante, perché testimonia la capacità del gruppo di reggere la pressione e di rispondere presente anche quando le energie cominciano a scarseggiare.

Tra le note positive della giornata, Pirozzi ha voluto sottolineare la prestazione di Ragghianti, giovane elemento che ha saputo farsi notare in campo. «Complimenti a Ragghianti sappiamo che è bravo, in prospettiva se continuerà a migliorare ne sentiremo parlare», ha affermato il tecnico, lanciando quello che suona come un vero e proprio endorsement per il futuro del ragazzo. Elogiare pubblicamente un giovane giocatore significa riconoscerne il talento e le potenzialità, ma anche caricare di responsabilità e aspettative chi ha ancora molta strada da fare per raggiungere la piena maturità calcistica. Le parole del mister rappresentano un incoraggiamento a proseguire sulla strada del miglioramento costante, con la promessa che il lavoro e la dedizione porteranno inevitabilmente ai risultati.

Un'altra scelta tattica che ha sorpreso è stata quella relativa a Pupeschi. «Pupeschi a destra non se lo aspettava nessuno», ha rivelato Pirozzi con un pizzico di soddisfazione, evidenziando come la decisione di schierare il giocatore in una posizione inedita abbia colto tutti di sorpresa. Queste mosse a sorpresa possono rivelarsi decisive per mettere in difficoltà gli avversari, che si preparano a fronteggiare determinate caratteristiche in certe zone del campo e si trovano invece a dover affrontare situazioni diverse. La versatilità dei giocatori e la capacità dell'allenatore di sfruttarla rappresentano armi importanti nel corso di un campionato lungo e impegnativo.

Nonostante la vittoria, Pirozzi ha individuato anche alcuni aspetti che meritano attenzione e correzione. «È mancato di chiudere la partita negli ultimi dieci minuti, perché sono state lette male alcune situazioni dopo che è entrato Riad», ha ammesso il tecnico, mettendo il dito su una fase del match in cui la squadra ha rischiato di compromettere quanto di buono costruito in precedenza. La gestione del vantaggio nei minuti finali è sempre un momento delicato, che richiede lucidità e capacità di lettura delle situazioni. Evidentemente, l'ingresso di Riad ha modificato gli equilibri in campo e la Lucchese non è stata abbastanza pronta ad adattarsi a questo cambiamento, commettendo errori di valutazione che avrebbero potuto costare caro. È proprio su questi dettagli che si lavora durante la settimana per evitare che episodi del genere si ripetano.

E proprio la settimana di lavoro che si apre rappresenta un'opportunità importante per la squadra. «Ora abbiamo sette giorni per recuperare», ha sottolineato Pirozzi, mettendo in evidenza come il calendario offra finalmente un po' di respiro dopo un periodo intenso. Una settimana intera a disposizione permette di curare meglio gli aspetti fisici, di lavorare con maggiore attenzione sugli automatismi tattici e di recuperare eventuali giocatori non al meglio della condizione. È un lusso che in certi momenti della stagione non ci si può permettere, e quando si presenta va sfruttato al massimo per arrivare alla prossima sfida nelle migliori condizioni possibili.

La filosofia di Pirozzi nella gestione della rosa emerge chiaramente nelle sue dichiarazioni successive. «Oggi è la conferma che servono tutti e che li valuto volta per volta: conto su tutti», ha affermato il mister, tracciando una linea netta sulla sua visione di gestione del gruppo. Non esistono titolari inamovibili, non esistono gerarchie rigide e immodificabili. Ogni giocatore viene valutato in base alle condizioni del momento, all'avversario da affrontare, alle caratteristiche della partita che si deve giocare. Questo approccio mantiene alta la competizione interna, stimola tutti a dare il massimo durante gli allenamenti e permette di avere sempre alternative fresche e motivate da gettare nella mischia. È un messaggio che responsabilizza l'intero organico e che fa sentire ogni elemento importante per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

Sul fronte della classifica e dei risultati delle altre squadre, Pirozzi mantiene un atteggiamento pragmatico e concentrato esclusivamente sul proprio lavoro. «I risultati degli altri? Non mi interessano, devo pensare alla mia squadra e a quella compattezza e determinazione che è mancata con la Cerretese», ha dichiarato senza mezzi termini. Guardare troppo a ciò che fanno le concorrenti può distrarre dall'obiettivo principale, che è quello di migliorare costantemente le proprie prestazioni e di affrontare ogni partita con il massimo impegno. 


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