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Offanenghese, saluta Ivan Pelati: fine di un'era sulla panchina giallorossa

di Mariachiara Amabile

L'Offanenghese ha annunciato ufficialmente la conclusione del rapporto con Ivan Pelati, tecnico della prima squadra. Un comunicato che va ben oltre la fredda burocrazia sportiva, e che la società ha scelto di affidare a parole cariche di riconoscenza e affetto.

«Le classiche sterili parole come 'la società ringrazia il mister per l'impegno e il lavoro svolto...' o 'auguriamo il meglio per il prosieguo della carriera...' sono solo le solite frasi di circostanza» si legge nella nota ufficiale del club, che ha preferito percorrere una strada diversa, più umana e sincera.

Il messaggio rivolto all'allenatore è diretto e sentito: «Hai dato tanto, tutto te stesso: ci hai insegnato molto e ci hai fatto crescere dal punto di vista sportivo e umano». Un riconoscimento che trascende i risultati sul campo e abbraccia una dimensione più profonda, quella della trasmissione di valori e della crescita collettiva.

Nel ripercorrere il cammino condiviso, la società evoca tappe e sfide significative: le trasferte a Calvisano e Bedizzole, i derby vinti — e qualcuno perso — e le incursioni nel territorio bresciano, zona di provenienza dello stesso Pelati. Momenti che, al di là dell'esito, hanno contribuito a costruire un'identità di squadra. «Ci hanno fatto divertire, anche se non sempre il risultato è stato quello che avremmo voluto», ammette il club con onestà.

Al centro di questa esperienza, la società individua un filo conduttore preciso: «il senso di appartenenza alla nostra maglia che hai trasmesso ai ragazzi». Un patrimonio intangibile, ma forse il più duraturo che un allenatore possa lasciare.

Il congedo si chiude con la prospettiva di un prossimo, inevitabile incontro: «Ci rivedremo presto: da avversari su un campo da calcio per 'farci la guerra', ma sempre da grandi amici fuori dal rettangolo verde». E con una dichiarazione che sintetizza tutto: «Siamo orgogliosi di aver lavorato con te. Grazie di tutto».


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