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Lucchese, parla Brunori tra le lacrime di gioia: «Nessun fenomeno, solo grandi lavoratori, a chi dedico questo trionfo»

di Redazione Notiziario del Calcio

Matteo Brunori si presenta davanti ai microfoni con il volto che sprizza gioia da ogni poro, visibilmente segnato dai festeggiamenti ma con la lucidità di chi sa di aver compiuto un percorso straordinario. Il patron della Lucchese, bagnato dallo spumante della festa, ha voluto sottolineare immediatamente il valore del traguardo raggiunto.

«E ora iniziamo finalmente a divertirci» ha esordito il numero uno rossonero nel cuore della festa in piazza San Francesco. «È stato un campionato estremamente duro, caratterizzato da partite che, per intensità e qualità, sembravano appartenere a una categoria decisamente superiore».

Secondo Brunori, il livello del torneo appena concluso è stato altissimo: «Abbiamo affrontato squadre che preparavano il salto di categoria da anni; posso dire con certezza che alcune sfide non sembravano affatto di Eccellenza. È stata una battaglia costante su ogni campo».

Il merito principale va, secondo il patron, alla coesione del gruppo di lavoro: «I ragazzi e lo staff sono stati eccezionali. Hanno saputo assorbire tutto ciò che abbiamo cercato di trasmettere loro, calandosi perfettamente nella realtà della categoria e supportandosi a vicenda in ogni momento di difficoltà».

Brunori ha poi evidenziato l'equilibrio interno allo spogliatoio: «I calciatori più esperti hanno agito come dei veri fratelli maggiori nei confronti dei più giovani. Lo staff tecnico è stato perfetto: non abbiamo avuto nessun fenomeno, ma tanti, tantissimi grandi lavoratori».

Inevitabile un passaggio sulle dediche personali dopo una stagione così logorante: «Dedico questa vittoria ai miei familiari, che hanno fatto in modo che la mia assenza pesasse il meno possibile. Ma la dedico anche a tutti noi: non è stato facile per nessuno, ci siamo dovuti rimboccare le maniche con grande umiltà».

Il presidente ha ricordato le origini di questa scalata vincente: «Quando sono partito in questa avventura, ci credevo fermamente, pur essendo consapevole che sarebbe stato difficilissimo. Riuscire a strutturarsi in poco tempo non è mai un'operazione semplice, ma la differenza vera l'hanno fatta le persone».

Un plauso speciale è stato riservato alla tifoseria, capace di riaccendersi nonostante le delusioni del passato: «Il pubblico è stato grandissimo. Dopo una storia martoriata come quella della Lucchese, l'impresa è stata doppia: vincere sul campo e riportare contemporaneamente 3500 persone allo stadio».

Per Brunori si è trattato di un successo condiviso a metà tra società e città: «È stata un'impresa compiuta in coppia: noi ci abbiamo messo il risultato sportivo, i tifosi ci hanno messo il loro sostegno incessante. Insieme abbiamo riscritto il destino di questo club».

Infine, lo sguardo del patron è già rivolto al futuro, con l'ambizione di chi non vuole fermarsi a questo successo: «L'anno prossimo? Le ambizioni non ci mancano affatto. Vogliamo fare bene e puntiamo a disputare un campionato di vertice anche nella categoria superiore».


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