«L’errore principale? Non aver cambiato prima l’allenatore»: la confessione di Bruno Pradines sulla SPAL
Il clima in casa SPAL resta teso, come emerge dal recente confronto tra la dirigenza e i rappresentanti del tifo organizzato, tra cui il movimento Curva Ovest Ferrara. In questa occasione, riportata sulle pagine de Il Resto del Carlino, il direttore generale Bruno Pradines e il direttore sportivo Sandro Federico hanno affrontato direttamente le critiche della piazza, provando a fare il punto su una stagione estremamente complessa.
Analizzando i motivi di questo insuccesso, Pradines ha spiegato: «Avevamo allestito una squadra forte investendo tanto per centrare la promozione in serie D, ma il campo ha emesso un altro verdetto. Non abbiamo ancora analizzato quello che non ha funzionato. La prossima settimana ne parleremo col presidente Marengo». Il dirigente ha poi aggiunto una considerazione personale molto diretta riguardo alla gestione tecnica: «Parlando a livello personale, penso che l’errore principale sia stato quello di non cambiare prima l’allenatore».
A margine dell'incontro, il diesse Federico ha ribadito le sue posizioni, chiarendo anche il rapporto con la società: «Per quanto riguarda il direttore sportivo Federico invece, la nostra fiducia nei suoi confronti è totale. Triulzi e Molinari? Fanno parte della nostra società. Triulzi adesso è in Argentina, ma ha assistito a tante partite ed è un nostro consulente. Anche Molinari è uno dei nostri».
Sul fronte dei progetti futuri e delle strutture, Pradines ha sottolineato l'importanza del lavoro logistico: «Se mi chiedete chi comanda invece la risposta è Marengo. I nostri progetti? Vogliamo ampliare il centro sportivo acquisendo altri due campi di allenamento che stiamo valutando. Inoltre, pensiamo di allestire un convitto per ospitare 20 ragazzi. La nostra intenzione è restare a Ferrara: anche se arrivasse una proposta per cedere, non saremmo disposti a farlo ora».
Il direttore sportivo Federico ha poi aggiunto alcune riflessioni sulle difficoltà incontrate durante l'anno, spiegando che «quando abbiamo iniziato questo percorso c'erano delle dinamiche che non ci hanno consentito di lavorare in maniera ottimale. E comunque i due attaccanti che abbiamo ingaggiato a metà stagione in passato hanno giocato in serie C».
Guardando al futuro, la società ha già le idee chiare sul da farsi, con l'intenzione di monitorare ogni opportunità di ripescaggio, nonostante la sanzione che costringerà la squadra a disputare le prime gare interne a porte chiuse. «L'obiettivo è chiaro: tornare nei professionisti nel più breve tempo possibile. E comunque monitoreremo la pista del ripescaggio. In caso di serie D adegueremo la rosa nel corso del mercato» ha concluso il direttore sportivo.