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Il ritorno del "Muro": il Buccino Volcei si aggrappa ai guantoni di Pellecchia per blindare la salvezza

di Marco Pompeo

I numeri nel calcio non sempre dicono tutto, a saperli leggere però ci forniscono spunti interessanti. E le statistiche che accompagnano l'attuale stagione del Buccino Volcei, compagine militante nel girone B di Eccellenza della Campania, raccontano che la sicurezza difensiva e i risultati della squadra sono passati anche dai guantoni di Sabino Pellecchia.

Nato nel 2003, un fisico imponente (190 centimetri per 83 chilogrammi) e un bagaglio d'esperienza che vanta radici nel settore giovanile della Salernitana e presenze tra i professionisti in Lega Pro con le maglie di Avellino e Paganese, Pellecchia non è solo il portiere del Buccino. È il leader silenzioso, la saracinesca che infonde tranquillità all'intero reparto.

Per comprendere il reale peso specifico di questo ragazzo all'interno dello scacchiere tattico rossonero, basta analizzare l'andamento della squadra. Pellecchia è stato tra i calciatori determinanti anche in questa stagione, contribuendo in particolare alla striscia di 10 risultati utili consecutivi inanellati dal Buccino (in sette di questi c'era lui in campo). Risultati ottenuti in un momento difficile e lontano dal proprio campo di gioco indisponibile per inagibilità. Risultati che avevano proiettato la squadra verso zone di classifica decisamente più serene. In questa stagione, l'estremo difensore ha collezionato 21 presenze, mantenendo la porta inviolata (clean sheet) in ben 8 occasioni. Un rendimento monstre, elogiato anche dalla stampa locale nei mesi scorsi, che aveva definito la sua stagione all'insegna di tre parole chiave: affidabilità, continuità, leadership.

Poi, l'imprevisto. Un fastidioso doppio infortunio ha costretto Pellecchia ad alzare bandiera bianca nelle ultime sette giornate. Una assenza sfortunata coincisa con un periodo difficile per i suoi compagni di squadra che hanno raccolto soltanto due vittorie, un solo pareggio e ben quattro pesanti sconfitte. Un ruolino di marcia che ha risucchiato il Buccino nel temutissimo inferno della zona play-out. 

Tuttavia, è nelle difficoltà che si misura lo spessore di un atleta. Consapevole del momento critico della sua squadra, Sabino non si è perso d'animo. Ha dimostrato una professionalità e un attaccamento alla maglia fuori dal comune, lavorando ininterrottamente in due diversi centri fisioterapici, sottoponendosi a doppie sedute di fisioterapia giornaliere con un solo obiettivo in testa: essere a disposizione di mister Messina e dei suoi compagni. Esserci per le ultime tre, decisive, finali che decideranno le sorti della stagione del Buccino. E, anche da infortunato, non ha mai fatto mancare il suo supporto morale ai compagni, confermandosi uomo spogliatoio in un gruppo coeso. È sempre stato presente ad ogni partita e non solo, ha continuato a vivere lo spogliatoio presenziando durante gli allenamenti quotidiani, cercando di incoraggiare tutti i suoi compagni. 

Il curriculum di Pellecchia, d'altronde, parla per lui. Ottanta presenze complessive in tre anni di Eccellenza non sono un caso per un under. Basti pensare a quanto fatto due anni fa, per altro sempre agli ordini del tecnico Messina, quando si consacrò come uno dei migliori giovani della categoria: 13 clean sheet su 26 partite giocate (esattamente una partita su due senza subire reti), trascinando il Buccino al suo miglior traguardo storico e sfiorando i play-off che non furono centrati per un solo punto. 

Ora, il calvario è alle spalle. Sabino Pellecchia è pronto a rimettersi i guanti e a riprendere il suo posto, lì dove conta di più. Le ultime tre partite di campionato non ammettono prove d'appello, e il Buccino Volcei sa perfettamente che per centrare l'obiettivo salvezza c'è bisogno di tutti, compreso di Pellecchia che ha sempre dato il suo contributo determinante dentro e fuori dal campo.


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