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Il diesse Pagni: «Non sono qui per pettinare le bambole, il Taranto è un progetto serio»

di Redazione Notiziario del Calcio

In un momento di profonda trasformazione per il calcio ionico, il direttore sportivo Danilo Pagni è intervenuto pubblicamente per tracciare un bilancio onesto e ambizioso della nuova gestione targata Ladisa. Durante la partecipazione al programma "Football Club" su GiornalerossoBlu, il dirigente ha affrontato senza giri di parole la situazione attuale di un Taranto che, pur non avendo ancora ottenuto risultati entusiasmanti in classifica, sta gettando le basi per un futuro solido. Pagni ha voluto sottolineare come la serietà del progetto sia la priorità assoluta, distanziandosi da promesse facili e puntando tutto su una costruzione metodica della squadra e dell'assetto societario, dichiarando con fermezza che l'obiettivo non è distribuire sogni irrealizzabili, perché «qui non è "Tarantolandia"».

Il capitolo mercato resta uno dei più caldi, specialmente con le trattative invernali in pieno svolgimento. Il direttore ha ufficializzato l'arrivo tra i pali di Mastrangelo, portiere classe 2006 prelevato in prestito dal Guidonia dopo aver vinto da protagonista il passato campionato di Serie D. Una mossa che Pagni ha definito non semplice, dato l'alto numero di pretendenti per il giovane calciatore, ma resa possibile dal fascino della piazza tarantina. Allo stesso tempo, il dirigente ha voluto smentire seccamente alcune voci circolate insistentemente, come quella relativa a Ciro Foggia, spiegando che «su Ciro Foggia non c’è mai stata una trattativa» e che il calciatore ha preferito rimanere in Campania per ragioni strettamente personali. Per il futuro immediato, si lavora a colpi funzionali: l'attenzione è rivolta all'esterno difensivo under Sansò, attualmente al Gallipoli, mentre è stata categoricamente esclusa la possibilità di tesserare extracomunitari, nonostante i rumors spesso infondati che circolano nell'ambiente.

Il rapporto con la guida tecnica è un altro pilastro del pensiero di Pagni. Il dialogo con mister Danucci è costante e quotidiano, basato su una stima che affonda le radici negli anni in cui l'attuale allenatore calpestava i campi da gioco come calciatore. Il direttore ha espresso grande fiducia nelle idee tattiche del tecnico, assicurando che la società farà di tutto per assecondare le sue richieste sul mercato per ottimizzare la rosa attuale. Questo sostegno segue quello già garantito in precedenza a Panarelli, con la consapevolezza che nel calcio, purtroppo, non sempre la bontà del lavoro svolto coincide immediatamente con i risultati ottenuti sul terreno di gioco.

Analizzando la struttura del club, Pagni ha riconosciuto che la nuova proprietà è partita con un inevitabile ritardo cronologico, ma ha elogiato lo sforzo economico e organizzativo profuso nell'ultimo mese. Tra i segnali di crescita citati, ci sono i lavori di sistemazione allo stadio Iacovone e la ricerca di una nuova sede operativa in città, segni tangibili di una volontà di radicamento nel territorio. Il direttore non ha nascosto le difficoltà, ammettendo che eventuali errori sono dettati esclusivamente dalla buona fede, ma ha ribadito che questa società rappresenta una grande opportunità per l'intera provincia. Per Pagni, vincere è una sfida complessa in un sistema calcio che avrebbe bisogno di riforme profonde per garantire la partecipazione solo a chi possiede reali requisiti, ma l'impegno resta totale in vista dei prossimi impegni agonistici.

Un passaggio significativo è stato dedicato anche al clima che si respira all'interno del gruppo squadra. Spesso le difficoltà di classifica alimentano voci di spaccature, ma Pagni ha dipinto una realtà molto diversa, definendo scherzosamente l'ambiente come «lo spogliatoio di Biancaneve» per la serenità che vi regna sovrana rispetto ad altre sue esperienze passate. Grande attenzione è rivolta anche ai talenti emergenti della Juniores, con il ds che segue da vicino la crescita dei giovani, pur ribadendo che la maglia del Taranto è un traguardo che va sudato e meritato sul campo, senza forzare tappe che potrebbero bruciare le promesse del vivaio.

Infine, il direttore sportivo ha voluto rispondere alle critiche dei tifosi, definendole uno stimolo per fare meglio. Consapevole della pressione che una piazza storica come Taranto esercita, Pagni ha rivendicato il proprio modo di lavorare, fatto di studio, aggiornamento continuo e presenza costante, mettendoci la faccia soprattutto nei momenti di crisi. Ha poi dedicato parole d'elogio a singoli come Aguilera, definito un giocatore straordinario che il club intende blindare, oltre a sottolineare il valore di elementi come Incerti, Trombino e il giovane Monetti. La chiusura è stata un manifesto d'intenti: «Non sono qui per pettinare le bambole, ma per costruire qualcosa di importante», a conferma di una determinazione che non accetta compromessi.


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