Clamoroso a Brindisi, il presidente Roma si dimette: «Lascio il club in mani capaci, me ne vado da innamorato»
Il Brindisi cambia volto ai vertici societari proprio nel momento del ritorno nel calcio che conta. Con un annuncio carico di sentimento e di attaccamento viscerale alle proprie radici, il presidente Roma ha comunicato ufficialmente la sua decisione di farsi da parte, chiudendo così la sua seconda esperienza al timone del club adriatico e affidando il futuro nelle mani del socio Marco Dova.
«Ci sono dei legami che si sviluppano all'interno della storia di ogni uomo, nelle proprie radici e nell'amore verso la terra d'origine. Per quanto mi riguarda, questo legame profondo è rappresentato dal Brindisi: è la squadra della mia città, è la mia gente, il mio senso di appartenenza» ha spiegato l'ormai ex numero uno del club biancazzurro nella sua nota di addio.
«Oggi, con il cuore colmo di forti emozioni, voglio comunicare la mia uscita dalla società al termine di questa seconda gestione sotto la mia presidenza. Ho provveduto a cedere in maniera totalmente gratuita le mie quote al socio Marco Dova, compiendo un passo che sento necessario per il bene della maglia».
Roma ha ripercorso le tappe di un'avventura iniziata in un clima di estrema emergenza, quando le sorti del calcio brindisino sembravano ormai segnate. «Quando nell'estate del 2024 ho preso la decisione di mettermi al comando, l'ho fatto seguendo un unico sentimento: l'amore. Un amore viscerale per questi colori e per ciò che rappresentano nell'anima della nostra terra».
«Ho scelto di metterci la faccia e tutte le mie energie nel tentativo di salvare il club in uno dei periodi più dolorosi e complicati della sua storia recente. Eravamo consapevoli che il percorso sarebbe stato durissimo, segnato da pesanti penalizzazioni e dalle ferite lasciate da una gestione precedente che aveva compromesso le fondamenta stesse della società».
Nonostante gli sforzi, la prima stagione si era conclusa con l'amarezza della retrocessione, un colpo durissimo che però non ha spento la voglia di riscatto della dirigenza. «Abbiamo cercato di resistere e ricostruire, lottando per non far spegnere la fiamma, anche se purtroppo non siamo riusciti a evitare la caduta in Eccellenza».
«Abbiamo sofferto e abbiamo anche commesso degli errori, perché sbagliare fa parte degli uomini che hanno il coraggio di provarci fino in fondo. Ma proprio da quelle lacrime quest'anno è nata una speranza nuova. Lascio una squadra che ha saputo ritrovare la sua identità e il suo orgoglio, conquistando il campionato e tornando immediatamente in Serie D».
L'ex presidente ha sottolineato con forza la qualità del lavoro svolto nell'ultima stagione, che ha permesso di cancellare l'onta della retrocessione. «Lascio un gruppo che si è distinto per professionalità e senso di appartenenza. Questo mi rende profondamente orgoglioso, perché significa che il lavoro fatto ha restituito al Brindisi un'ambizione reale».
«Il mio contributo l'ho dato con tutto me stesso, con passione e dedizione costante. Adesso però è giunto il momento di passare il testimone. I miei impegni lavorativi e personali mi tengono oggi lontano da Brindisi e non mi permettono di garantire la presenza costante che una responsabilità di questo tipo merita».
Proprio il rispetto verso la piazza ha spinto Roma a compiere il passo indietro definitivo. «Scelgo di farmi da parte per rispetto verso questa storia e questa città. Lo faccio con la serenità di chi sa di affidare il Brindisi a persone capaci, che sapranno dare continuità a questo percorso e accompagnare la squadra verso traguardi importanti».
Infine, un lungo ringraziamento rivolto a tutte le componenti che hanno condiviso con lui questo tormentato biennio, con una menzione speciale per la tifoseria organizzata. «Grazie ai soci, ai calciatori, ai tecnici e ai collaboratori. Ma il ringraziamento più vero va ai tifosi, che sono la vera anima di questa squadra e che non hanno mai smesso di crederci».
«Una società si può guidare e costruire, ma un'anima come la vostra si può soltanto ammirare. Non dimenticherò mai le sofferenze dell'anno passato, così come porterò sempre nel cuore le emozioni incredibili di questa stagione fino alla gioia finale. Me ne vado da presidente, ma non smetterò mai di essere un brindisino innamorato della sua città».