Caso Licata-San Vito Lo Capo, decisione rinviata: doppio ricorso blocca il verdetto
La partita tra Licata e Città di San Vito lo Capo, disputata allo stadio "Dino Liotta" e interrotta al termine della prima frazione di gioco, continua a fare discutere nelle aule della giustizia sportiva anziché sul terreno di gioco. Il Giudice Sportivo del Comitato Regionale LND-FIGC Sicilia ha deciso di non esprimersi nel merito dell'incontro, congelando ogni valutazione in attesa di ricevere le memorie difensive delle due società coinvolte.
La mancata ripresa del match dopo l'intervallo, con la squadra ospite che non si è presentata in campo per il secondo tempo, ha innescato una complessa vicenda amministrativa che si preannuncia ricca di sviluppi. Secondo quanto emerso dal comunicato ufficiale, entrambe le formazioni hanno preannunciato ricorso seguendo le disposizioni previste dall'articolo 67 del Codice di Giustizia Sportiva.
La società del San Vito Lo Capo ha presentato per prima l'atto formale di contestazione, seguita a stretto giro dalla controparte licatese. Questa duplice iniziativa procedurale ha indotto l'organo giudicante a optare per la massima prudenza, rinviando ogni pronunciamento definitivo fino a quando non saranno acquisiti tutti gli elementi necessari per una valutazione completa della situazione.
L'iter procedurale prevede ora che entrambi i club depositino le proprie argomentazioni difensive, nelle quali dovranno esporre le ragioni che giustificano le rispettive posizioni. Sarà in particolare determinante comprendere se esistano motivazioni oggettive e documentabili che abbiano impedito alla formazione ospite di riprendere regolarmente il gioco, oppure se si configuri un abbandono del campo sanzionabile con la vittoria a tavolino in favore del Licata.
L'attesa per conoscere l'esito definitivo della controversia si protrae dunque oltre le aspettative iniziali. Il Giudice Sportivo, pur avendo a disposizione il referto arbitrale dell'incontro, ha preferito non pronunciarsi sulla base del solo documento ufficiale del direttore di gara, ritenendo evidentemente necessario un approfondimento più articolato della questione attraverso le controdeduzioni delle parti interessate.
Nel frattempo, l'unico provvedimento disciplinare adottato riguarda la sfera individuale. Alfio Finocchiaro, dirigente del Licata, è stato sanzionato con l'inibizione fino al 15 marzo 2026. Il provvedimento scaturisce da episodi verificatisi durante il primo tempo della gara, quando il tesserato gialloblù avrebbe assunto comportamenti ritenuti scorretti nei confronti di un rappresentante della società avversaria. Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato, Finocchiaro si è reso protagonista di proteste e atteggiamenti valutati come irrispettosi dall'autorità giudicante, circostanze che hanno portato all'adozione della misura cautelare.
La vicenda si inserisce in un contesto agonistico già di per sé complesso, dove le tensioni accumulate nel corso della prima metà dell'incontro potrebbero aver contribuito a creare le condizioni per l'interruzione definitiva del match. L'episodio disciplinare che ha coinvolto il dirigente licatese rappresenta comunque un fatto distinto rispetto alla questione principale relativa al mancato completamento della gara, sebbene possa offrire elementi di contesto utili alla comprensione dell'atmosfera che caratterizzava il confronto.
La decisione del Giudice Sportivo di riservarsi ogni valutazione testimonia la delicatezza della materia e la necessità di garantire a entrambe le società il pieno rispetto del contraddittorio. La giustizia sportiva procede dunque con la massima attenzione, consapevole che la posta in gioco non riguarda soltanto i tre punti in palio, ma anche il rispetto delle norme regolamentari e la tutela della regolarità del campionato.
I prossimi comunicati ufficiali dovranno fare luce sulla vicenda, stabilendo se la squadra ospite avesse effettivamente ragioni valide per non rientrare in campo oppure se la sua condotta integri gli estremi per l'applicazione delle sanzioni sportive previste in caso di abbandono ingiustificato. Le memorie difensive che le due società presenteranno nei termini stabiliti saranno dunque decisive per orientare il giudizio finale.
In attesa del verdetto definitivo, resta sospeso anche il quadro della classifica, con entrambe le formazioni che non conoscono ancora l'esito ufficiale di una partita che si è interrotta prematuramente. La vicenda ricorda come nel calcio moderno le controversie possano estendersi ben oltre i novanta minuti regolamentari, coinvolgendo aspetti procedurali e amministrativi che richiedono competenze specialistiche e tempi tecnici non sempre compatibili con le esigenze di rapidità proprie dell'attività agonistica.
Il Comitato Regionale LND-FIGC Sicilia si trova ora di fronte a una situazione che necessita di un'analisi approfondita, capace di bilanciare le ragioni di entrambe le parti e di garantire una decisione equa e conforme ai principi della giustizia sportiva. La conclusione di questa intricata vicenda permetterà di chiarire responsabilità e conseguenze di quanto accaduto al "Dino Liotta", restituendo certezza a un episodio che ha lasciato molti interrogativi aperti.