Caos Taranto, minacce ai giocatori dopo il pari: il club rompe il silenzio
La domenica sportiva allo stadio Dimitri di Manduria non verrà ricordata soltanto per il pareggio per 1-1 tra il Taranto e l’Atletico Acquaviva, ma purtroppo per i gravi episodi di tensione che si sono verificati subito dopo il triplice fischio finale.
La società rossoblù si è vista costretta a intervenire con una nota ufficiale estremamente dura per dissociarsi dal comportamento di una frangia di sostenitori, i quali si sarebbero resi protagonisti di azioni intimidatorie che nulla hanno a che vedere con i valori dello sport.
Secondo quanto ricostruito dal club, diversi calciatori e membri della dirigenza sono stati bersaglio di pesanti insulti e minacce esplicite, una situazione degenerata al punto da rendere necessario l'intervento delle misure di sicurezza per scortare la squadra fuori dall'impianto.
Il clima di forte ostilità ha spinto la dirigenza a ribadire con fermezza la propria distanza da ogni forma di violenza, sottolineando come tali atti tradiscano i principi di lealtà e rispetto che dovrebbero caratterizzare l'identità storica della compagine tarantina.
Nel comunicato viene espresso un profondo senso di amarezza, ricordando a tutti che il calcio deve restare un momento di aggregazione e passione sana, capace di accettare con equilibrio ogni verdetto del campo, anche quando questo risulta sgradito o penalizzante.
La SS. Taranto ha inoltre voluto rivolgere un messaggio di scuse formali sia alla società ospitante del Manduria che all'Amministrazione Comunale locale, rammaricandosi per i disagi e le criticità verificatesi al termine di una giornata che doveva essere solo di sport.
L'appello finale della società punta dritto al cuore del problema, ricordando che dietro ogni divisa da gioco ci sono esseri umani che compiono sacrifici quotidiani e che il vero sostegno si dimostra proprio nelle fasi più complicate della stagione.
L'obiettivo della nota è dunque quello di ristabilire un confine netto tra il tifo appassionato e la prevaricazione, affinché il calcio torni a essere un fattore di unione sociale e non un pretesto per trasformare un confronto agonistico in un atto di pura ostilità.