«Abbiamo bisogno del calore del pubblico», Ciro Danucci chiama a raccolta lo stadio: «Vi spiegherò perché non emergono più talenti»
Il Taranto si prepara a tornare in scena dopo quattordici giorni di sosta, pronti a calcare il terreno dello stadio Italia per l'atteso incrocio con il Massafra. Un appuntamento che segna l'inizio del segmento conclusivo della stagione, un momento in cui Ciro Danucci punta tutto sulla leadership dei veterani: «Nutriamo grandi aspettative verso quegli atleti che, per svariate ragioni, non sono ancora riusciti a esprimere l'intero potenziale. In questa fase è vitale che ogni elemento sia al top della condizione e mentalmente pronto a incidere. Ci giochiamo moltissimo in questo epilogo e necessito dell'apporto di ogni singolo componente del gruppo».
Il calendario sorride agli ionici, che disputeranno tre delle restanti quattro sfide tra le mura amiche, un fattore che il tecnico vuole sfruttare al massimo: «Contiamo sul beneficio di esibirci nel nostro impianto, un luogo dove finora abbiamo sempre offerto prove di alto livello. Anche nella sfida di domani sarà indispensabile vedere la versione migliore della squadra. Occorreranno dedizione e focus assoluto, poiché incroceremo avversari ostici, pur restando consci delle nostre capacità. Attraversiamo un buon momento, arriviamo da risultati incoraggianti e l'obiettivo è proseguire su questo binario».
Sul fronte delle disponibilità, l'allenatore fa il punto della situazione medica, con buone notizie che riguardano la retroguardia: «Guastamacchia può considerarsi pienamente ristabilito, avendo lavorato stabilmente con i compagni nelle ultime sessioni. Decideremo solo all'ultimo istante se impiegarlo dal primo minuto o inserirlo a partita in corso. Una valutazione simile riguarderà Incerti, mentre l'unica defezione certa è quella di Sansò, uscito acciaccato dall'impegno con la Rappresentativa e ancora alle prese con il dolore fisico».
Proprio il rapporto con la piazza rappresenta uno dei temi cardine per Danucci, convinto che il legame con la gradinata possa fare la differenza: «Poter contare sullo stadio di casa è un plus per ogni compagine. In queste sfide abbiamo l'occasione concreta di riportare la gente dalla nostra parte, sentiamo il bisogno del loro entusiasmo. Questo deve fungere da stimolo ulteriore per eccellere, consapevoli che non sempre le cose sono andate per il verso giusto. Le giustificazioni non mancano, ma mi auguro che il pubblico ci sostenga perché il nostro desiderio è quello di riottenere la loro piena stima».
Inevitabile uno sguardo alla classifica e agli incastri legati ai risultati degli altri campi, con un occhio vigile sul cammino del Bisceglie: «Il nostro compito è raccogliere il bottino pieno nei quattro match che restano. Qualora il Bisceglie raggiungesse la finale di Coppa, il nostro percorso verso i playoff diventerebbe più agevole; in caso contrario, dovremo essere bravi a fare più punti dei nerazzurri. Tutto passa attraverso noi stessi e la fame che dimostreremo in campo. Sono certo di una cosa: se dovessimo qualificarci per i playoff, affrontare il Taranto rappresenterebbe un problema per qualunque avversaria».
Un capitolo a parte merita il recupero di una pedina fondamentale per lo scacchiere tattico, la cui assenza si è fatta sentire pesantemente: «Incerti è un profilo che ci è mancato moltissimo nel cuore della stagione. Ha dovuto fare i conti con stop fisici complicati, caratterizzati anche da diverse ricadute. Parliamo di un elemento di spessore, arduo da rimpiazzare per la sua caratura tecnica e la struttura che garantisce. Averlo di nuovo al cento per cento ci fornirà soluzioni tattiche superiori sia in fase d'attacco che sotto il profilo della stabilità. Resto convinto che in quest'ultima parte di campionato ammireremo finalmente il suo reale valore».
Tornando sulle scelte di mercato e sulla gestione del reparto avanzato, Danucci analizza l'addio di una punta e le alternative presenti: «Ante ha sofferto diverse problematiche fisiche nella passata gestione, giungendo qui senza una preparazione adeguata. Non ha avuto modo di mostrare il suo talento con i colori rossoblù e certamente avrebbe potuto dare una mano, ma disponiamo di profili capaci di integrarsi con Aguilera. Russo si è disimpegnato egregiamente in quel ruolo, pur avendone un'interpretazione differente. Abbiamo avuto poco a disposizione Trombino per via dei suoi intoppi atletici, ma si sta allenando duramente da venti giorni e potrà dare un grande contributo. La rosa è attrezzata per sopperire a ogni assenza o per proporre coppie d'attacco diverse».
In chiusura, una riflessione di più ampio respiro sulla crisi di talenti nel panorama calcistico nazionale e sulla formazione dei giovani calciatori: «Ho maturato una mia visione sulla questione: durante la nostra gioventù si passavano ore a giocare in strada e quell'esperienza era una palestra di vita incredibile. Si giocava con molta più frequenza e la continua ripetizione dei movimenti affinava naturalmente la tecnica. Oggi, purtroppo, nei vivai capita spesso di trovare figure non adeguatamente preparate per il ruolo che ricoprono. Sarebbe opportuno destinare investimenti maggiori proprio ai settori giovanili».