Scoppia la pace tra palestinesi e israeliani al 29° torneo Manlio Selis
La Sardegna si prepara a vivere cinque giorni all'insegna del calcio giovanile internazionale e dei valori sociali più profondi. Dal 30 aprile al 3 maggio 2026 si terrà la 29ª edizione del Torneo Mondiale "Manlio Selis", manifestazione che da quasi tre decenni rappresenta un punto di riferimento nel panorama sportivo europeo per la crescita dei giovani talenti e la promozione di principi come il rispetto, il fair play e il dialogo tra culture.
L'evento porterà in Gallura 40 formazioni Under 14 provenienti da 8 nazioni, distribuite tra Europa, Sud e Nord America. Un parterre che conferma la dimensione globale della competizione: 11 squadre professionistiche italiane, 7 professionistiche straniere, 19 dilettantistiche nazionali e 3 dilettantistiche internazionali si contenderanno il titolo sui campi di Budoni, Calangianus, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Monti, Olbia e Telti. Tra i partecipanti, anche i campioni in carica del Flamengo, club brasiliano che difenderà il trofeo conquistato nell'edizione precedente.
Il torneo, intitolato a una figura simbolo dello sport e dell'organizzazione sportiva nell'isola, trasforma ogni anno il territorio gallurese in un palcoscenico internazionale capace di generare importanti ricadute in termini di visibilità turistica ed economica. Non a caso la Regione Sardegna rinnova annualmente il proprio patrocinio, riconoscendo alla manifestazione un ruolo di primo piano nella programmazione degli eventi.
Quest'anno l'organizzazione ha scelto di disputare il torneo in un periodo tradizionalmente considerato di bassa stagione, un'ulteriore strategia verso la destagionalizzazione turistica. Un impegno che coinvolge circa 2000 presenze complessive tra atleti, staff tecnici e famiglie al seguito, generando un movimento significativo verso le strutture ricettive del territorio.
Accanto alla dimensione agonistica, il Torneo Selis ha consolidato nel tempo una forte vocazione sociale. Il progetto più emblematico è "Selis for Peace", iniziativa lanciata nel 2022 e confermata anche per questa edizione. L'idea, fortemente voluta da Enea Selis, creatore del torneo, prevede la partecipazione di una squadra mista composta da giovani calciatori israeliani e palestinesi provenienti da Gerusalemme.
Nel 2022, durante la prima edizione dell'iniziativa, ragazzi che parlavano soltanto arabo o soltanto ebraico erano scesi in campo insieme, indossando la stessa maglia e affrontando le squadre locali nel mini torneo dedicato ai pulcini. Un messaggio straordinario lanciato dai campi della Gallura: il calcio come lingua universale capace di superare barriere, pregiudizi e distanze.
Quest'anno il progetto si ripeterà in due giornate, con la formazione mista israelo-palestinese che affronterà squadre galluresi della categoria Under 12 in un campo ancora da definire. L'iniziativa è resa possibile grazie al supporto di Yasha Maknouz e Arturo Cohen, responsabili con Social Goal della squadra e promotori di progetti sportivi dedicati all'inclusione.
"Il sociale rappresenta una parte preponderante della nostra manifestazione – le parole del creatore del Torneo Enea Selis - e in questo momento così difficile sapere di poter portare in campo una squadra composta da undicenni di origine israeliana e palestinese, provenienti da Gerusalemme, uniti sotto una stessa bandiera, è qualcosa che mi rende molto orgoglioso".
La 29ª edizione introduce un'altra importante novità sul fronte della solidarietà: la Selis Hope Cup, mini torneo dedicato ai bambini e ragazzi in cura oncologica. Il progetto nasce nel ricordo di Salvatore Marroni, collaboratore storico del torneo scomparso nel 2023 a causa di una leucemia.
Da diverse edizioni il Torneo Selis accoglie formazioni speciali provenienti da importanti realtà ospedaliere italiane: l'Ospedale Regina Margherita di Torino con la squadra 100% UGI Torino, il Gaslini di Genova e l'Ospedale Santa Chiara di Pisa. Quest'anno questa presenza assume una forma strutturata, diventando un vero e proprio torneo parallelo pensato come spazio di incontro, inclusione e rinascita attraverso lo sport.
La Selis Hope Cup non è concepita come una competizione tecnica, ma come un messaggio condiviso: il calcio come strumento di recupero, amicizia e speranza. In campo vincono il coraggio, i sorrisi e il valore umano di un'esperienza che unisce ragazzi, famiglie, società sportive e comunità, testimoniando come lo sport possa diventare un alleato fondamentale nel percorso di cura e di vita.
L'organizzazione del Torneo Selis si avvale del contributo di volontari che desiderano partecipare attivamente all'accoglienza delle squadre e alle diverse iniziative previste. Le posizioni aperte spaziano dalla collaborazione con l'ufficio stampa all'accoglienza vera e propria. Chi fosse interessato può candidarsi attraverso il sito torneoselis.net compilando l'apposito form.
La manifestazione gode di una rilevante copertura mediatica, testimoniata dalle dirette televisive su Sky e dalla presenza di numerosi addetti ai lavori del settore calcistico. Una visibilità che contribuisce a far conoscere la Sardegna sotto molteplici aspetti, ben oltre la dimensione sportiva.
"Per noi è motivo di orgoglio poter dare lustro all'isola con il calcio giovanile e con i valori che da sempre portiamo avanti - commenta Enea Selis – e per questo ogni anno aggiungiamo un tassello in più all'organizzazione e al programma di iniziative. Non è facile organizzare una manifestazione simile in un periodo in cui i collegamenti sono ridotti all'osso ma per noi è importante anche essere un punto di riferimento per la Sardegna e contribuire con il nostro esempio a far conoscere l'isola sotto tanti punti di vista. Il Torneo Selis è oggi riconosciuto a livello internazionale, lo confermano le dirette di sky e il parterre ricchissimo di addetti ai lavori che sarà ancora una volta specchio di questa mediaticità che accompagna un evento attesissimo".
Il Torneo Mondiale "Manlio Selis" si conferma così non soltanto come vetrina d'eccellenza per i giovani talenti del calcio mondiale, ma anche come esempio virtuoso di come lo sport possa farsi veicolo di messaggi universali, capace di coniugare competizione agonistica, solidarietà sociale e promozione territoriale.