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Sputo all'arbitro e assalto agli spogliatoi: finale playoff sospesa

di Michele Caffarelli

Una finale playoff di Terza Categoria, girone A cremonese, si è conclusa domenica con la sospensione del match, una squalifica di trenta mesi, un'ammenda societaria e denunce di aggressioni fisiche e verbali nei confronti della terna arbitrale. L'episodio scatenante si è verificato al 44° minuto del secondo tempo, quando mancavano appena due minuti al termine regolamentare: il direttore di gara, secondo quanto ricostruito nel Comunicato Ufficiale, è stato raggiunto da uno sputo in volto da parte di un calciatore del Pieranica, appena espulso, da una distanza di circa mezzo metro. Da quel momento, la partita non è più ripresa.

L'incontro tra Pieranica e United Sesto non era una sfida qualsiasi. Si trattava del 3° turno playoff, quello decisivo per accedere alla Seconda Categoria. Il Pieranica aveva chiuso la stagione regolare al secondo posto del proprio girone, lo United Sesto al terzo: entrambe le formazioni si erano qualificate direttamente al secondo turno dei playoff. La finale si disputava sul campo del Pieranica, che godeva del vantaggio di giocare in casa grazie al miglior piazzamento ottenuto durante il campionato. Il regolamento prevedeva inoltre che, in caso di parità al termine della gara unica, sarebbe stata considerata vincente la squadra meglio classificata: una condizione favorevole ai padroni di casa, rimasta però lettera morta.

Secondo la ricostruzione ufficiale, l'escalation ha avuto inizio immediatamente dopo l'espulsione del numero 15 del Pieranica. Il calciatore, anziché lasciare il campo, si sarebbe avvicinato all'arbitro sputandogli in faccia. Nel provvedimento del giudice sportivo si legge che il gesto ha compromesso "la credibilità e l'onorabilità dell'arbitro sul terreno di gioco", inducendolo a ritenersi non più nelle condizioni di proseguire la direzione della gara con "serenità e imparzialità". Per questa ragione l'incontro è stato interrotto in via definitiva anziché condotto fino al triplice fischio.

Ma il referto descrive anche quanto sarebbe accaduto nei minuti successivi. L'arbitro e un suo assistente sarebbero stati destinatari di minacce verbali gravi e di contatti fisici — spintoni, strattoni e mani sul petto — da parte di tesserati e dirigenti del Pieranica, con il giocatore espulso indicato come il principale responsabile. La versione del direttore di gara sarebbe stata confermata anche da uno degli assistenti arbitrali.

La situazione non si è normalizzata al rientro negli spogliatoi. Stando agli atti ufficiali, la terna arbitrale, una volta raggiunta la propria stanza, ha sentito colpi alla porta descritti come calci e pugni, tanto da ritenere necessario richiedere l'intervento delle forze dell'ordine. Anche all'uscita dall'impianto sportivo il clima sarebbe rimasto teso: gli arbitri avrebbero subito ulteriori minacce da parte di tesserati, dirigenti e sostenitori del Pieranica, nonostante la presenza degli agenti.

Il giudice sportivo ha emesso una serie di sanzioni di notevole entità. Il calciatore responsabile dello sputo è stato squalificato fino al 30 ottobre 2028, per un totale di trenta mesi. Al Pieranica è stata inflitta la sconfitta a tavolino con il punteggio di 0-3, con la società ritenuta responsabile dei fatti che hanno impedito il regolare svolgimento della gara. È stata comminata inoltre un'ammenda di 200 euro. Il dirigente accompagnatore ufficiale Mattia De Maestri ha ricevuto quattro giornate di squalifica.

La trasformazione del punteggio da 0-1 a 0-3 ha avuto una conseguenza diretta e definitiva sul piano sportivo: lo United Sesto è stato dichiarato vincitore della finale playoff e ha ottenuto la promozione in Seconda Categoria.

Quella di domenica resterà come una delle pagine più buie del calcio provinciale cremonese di questa stagione. Per il Pieranica, la prospettiva di una promozione conquistata sul campo si è dissolta in pochi minuti, sostituita da un quadro disciplinare che difficilmente verrà dimenticato. Per lo United Sesto, la vittoria è arrivata in un modo che nessuna squadra avrebbe scelto.


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