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Protocollo Figc, ecco le criticità evidenziate da molti medici dei club

di Francesco Vigliotti
Fonte: nuovo quotidiano di puglia

Il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, è stato molto chiaro: «Il Comitato Tecnico Scientifico ha ritenuto insufficiente il protocollo presentato dalla Figc e ha richiesto approfondimenti. Solo quando arriveranno potremo dire se riparte o no».

Domenica sera a “Che tempo che fa”, sollecitato dalle domande di Fabio Fazio, il ministro Spadafora a proposito del rischio di dover fermare di nuovo il campionato di calcio nel caso in cui un calciatore risultasse positivo al Covid- 19 ha aggiunto che «È quello che abbiamo detto anche nella video call che abbiamo fatto con tutti i rappresentati del mondo del calcio ed è anche questo uno dei rilievi del Comitato Tecnico Scientifico». Proprio di questo problema aveva parlato nei giorni scorsi il responsabile sanitario del Lecce, Giuseppe Palaia (nella foto), in un’intervista rilasciata al Nuovo Quotidiano di Puglia. Lo stesso Palaia poi aveva posto un altro problema molto serio: «I club di calciocomefaranno ad avere un numero così alto di tamponi alla luce delle difficoltà fin qui riscontrate dai cittadini italiani?».

Queste e altre criticità erano state evidenziate anche dagli altri responsabili sanitari delle società di serie A, suggerimenti raccolti in un unico documento affidato poi al loro rappresentante in seno al Comitato tecnico scientifico della Figc, il dottor Tavana. Comitato, ricordiamo, presieduto dal professor Zeppilli. Adesempio laRomaaveva chiesto: “Come gestiamo la positività di ungiocatore alla vigilia di una partita? Partita rinviata, di quanto? Il ritiro permantente è legalmente possibile?”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Sassuolo: per gli emiliani il “ritiro permanente è ingiustificato” mentre per la Spal “il distanziamento sociale appare difficile se non impossibile”. Parole sacrosante soprattutto se si tiene conto dello slogan coniato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte: “Se ami l’Italia mantieni le distanze”.

O forse i calciatori possono farlo, magari esibendo una regolare autocertificazione. Aveva inquadrato perfettamente la situazione il Brescia, restìo a riprendere gli allenamenti: “Riteniamo il protocollo non sufficiente a tutelare la salute di staff e giocatori...”. E poi tante altri aspetti di cui bisognerà tener conto nei prossimi incontri. Perché è giusto dire che il calcio è una delle industrie più importanti del Paese ma è ancora più giusto dire con forza che la vita umana vale molto di più.


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