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«Il calcio italiano è in mano ai lestofanti»: Baldini scuote la Nazionale alla vigilia delle amichevoli

di Davide Guardabascio

Silvio Baldini arriva alla vigilia del doppio impegno della Nazionale italiana — le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia — e trasforma la conferenza stampa in un atto d'accusa contro chi governa il calcio tricolore. Parole nette, senza mediazioni, che rimettono al centro del dibattito i mali strutturali di un sistema che il tecnico conosce da vicino.

Al centro delle sue dichiarazioni, la difesa di una convocazione che ha fatto discutere: molti dei giocatori chiamati provengono dal gruppo Under 21, una scelta che ha alimentato polemiche nelle ore precedenti. Per Baldini, tuttavia, la questione va ben oltre la lista dei convocati e tocca le fondamenta stesse del movimento.

"Il calcio italiano è in mano a dei dirigenti che pensano ai propri interessi e non alla crescita del gioco del calcio", ha affermato il commissario tecnico ad interim. "Si punta a fare mercato con giocatori anziani e non coi giovani perché questo aiuta a fare i propri interessi". Un'accusa diretta alla logica che, secondo Baldini, orienta le scelte di chi detiene il potere decisionale nel calcio nazionale: il profitto a breve termine a scapito della valorizzazione dei talenti emergenti.

Il tecnico non si è fermato qui. Con un lessico volutamente provocatorio, ha identificato in una categoria di dirigenti la causa principale della crisi: "Alcune persone le chiamo 'lestofanti', e spesso questi hanno in mano le redini di questo gioco. Finché non ci saranno dirigenti seri sarà un problema". Concetti, ha precisato, già espressi in passato, e che evidentemente Baldini ritiene ancora attuali.

Sul fronte delle convocazioni, il commissario tecnico ha fornito anche spiegazioni di carattere tecnico, illustrando la presenza di Gianluigi Donnarumma e Pio Esposito nel gruppo. Un discorso che si intreccia con la prospettiva del percorso Under 21 e con lo sguardo rivolto alle Olimpiadi. Proprio sulla convocazione del portiere del Paris Saint-Germain, Baldini ha rivelato un retroscena: "È stato l'unico a contattarmi dandomi disponibilità e a me non è parso vero". Una disponibilità spontanea che evidentemente ha pesato nella costruzione del gruppo.

Chiusa ogni porta, invece, su una possibile continuità sulla panchina della Nazionale maggiore. L'incarico di Baldini è stato conferito in seguito alle dimissioni di Gennaro Gattuso, e il tecnico non alimenta illusioni né aspettative: "Se nutro la speranza di essere riconfermato da CT della Nazionale maggiore? Per allenare una rappresentativa con quattro Mondiali vinti e altri trofei ci vuole un certo curriculum e io non ce l'ho". Una risposta disarmante nella sua lucidità, che suona quasi come un elogio della consapevolezza in un mondo in cui l'ambizione tende a prevalere sull'onestà intellettuale.

Resta, in controluce, la fotografia di un calcio italiano che fatica a trovare una direzione condivisa, sospeso tra interessi di bottega e la necessità di costruire un futuro attraverso i giovani. Baldini, nel suo ruolo temporaneo, ha scelto di non tacere. Che le sue parole trovino ascolto, è un'altra questione.


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