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Gravina si dimette dalla FIGC: corsa aperta per la successione

di Massimo Poerio

Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio. L'annuncio è arrivato nel corso di una riunione straordinaria convocata per il pomeriggio di oggi a Roma, alla presenza dei rappresentanti di Lega Serie A, Lega B, Lega C, Lega Dilettanti, Assocalciatori e Assoallenatori. La decisione ha anticipato il Consiglio federale che era stato programmato per la settimana successiva e che, in base alle disposizioni statutarie, risulta ora decaduto.

Il passo indietro del numero uno federale apre immediatamente la partita per l'individuazione del nuovo presidente. Le elezioni sono state fissate per il prossimo 22 giugno e già si delineano i primi scenari relativi ai possibili candidati alla guida del calcio italiano.

Tra i nomi in circolazione, quello di Giovanni Malagò appare attualmente in pole position. Il presidente del CONI è considerato il favorito per una serie di ragioni di carattere istituzionale e politico-sportivo, anche se non rappresenta l'unica opzione sul tavolo.

Un'alternativa ritenuta possibile è quella di Giancarlo Abete, figura che garantirebbe una transizione priva di scossoni. Tuttavia, la sua eventuale candidatura verrebbe interpretata come un segnale di continuità quasi totale rispetto alla linea Gravina, considerato che Abete è stato il principale sostenitore dell'ormai ex presidente nel suo percorso ai vertici della FIGC.

Resta sullo sfondo l'ipotesi di un commissariamento della Federazione. Qualora il ministro dello Sport Andrea Abodi decidesse di non procedere in questa direzione – opzione che gli consentirebbe di proporsi come candidato al termine della legislatura – si aprirebbe uno spazio temporale utile per Beppe Marotta. Il presidente dell'Inter, pur riconosciuto per le sue indiscusse competenze manageriali e calcistiche, presenta tuttavia un profilo considerato ancora troppo vicino agli interessi di club, essendo titolare di quote societarie nerazzurre.

Nel novero dei papabili compare anche Matteo Marani, attualmente alla guida della Lega Pro. Il suo profilo viene descritto come quello dell'uomo nuovo della politica sportiva italiana, privo di condizionamenti pregressi e in possesso di solide relazioni sia con il ministro Abodi sia, soprattutto, con i vertici dei club di Serie A, in particolare quelli delle società più importanti. Marani è attualmente impegnato nel rilancio della Serie C, competizione che sotto la sua gestione ha registrato un significativo miglioramento sul piano dell'immagine. Sebbene non abbia manifestato particolare urgenza di cambiare incarico, fonti vicine al dirigente ritengono che, in caso di chiamata ufficiale, difficilmente potrebbe sottrarsi.

Il quadro dei potenziali successori di Gravina potrebbe arricchirsi di ulteriori candidature a sorpresa. Tra i nomi citati, seppur finora rimasto ai margini del dibattito pubblico, figura anche quello di Umberto Gandini, considerato un profilo spendibile in questa fase di riorganizzazione federale.

La partita per la presidenza della FIGC entra dunque nel vivo, con equilibri ancora tutti da definire e con le diverse componenti del calcio italiano chiamate a esprimersi nelle prossime settimane in vista dell'appuntamento elettorale di giugno.


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