«Forza capitano, lotta da ultras»: i tifosi del Grosseto si stringono attorno a Riccardo Cretella
Un gruppo di ultras si è radunato sotto casa dell'ex capitano biancorosso, costretto ad abbandonare il calcio per affrontare una grave malattia. Il suo commento sui social: «La cosa più bella che ho visto negli ultimi giorni»
Fumogeni accesi, cori a squarciagola e uno striscione inequivocabile: «Forza capitano, lotta da ultras». È la scena che si è consumata la sera di domenica 19 aprile sotto l'abitazione di Riccardo Cretella, ex capitano del Grosseto, 31 anni, costretto a lasciare il campo a inizio stagione a causa di una grave malattia.
Un gesto spontaneo, nato dal basso, che ha trasformato una serata ordinaria in qualcosa di molto più grande. I tifosi, reduci dalla trasferta di Prato, hanno scelto di non rientrare direttamente a casa, ma di fermarsi sotto le finestre del loro ex capitano per fargli sentire la propria vicinanza. Il messaggio scandito in coro era diretto e senza fronzoli: «Fai come noi, non mollare mai».
Cretella si è affacciato al balcone. Visibilmente colpito, ha immortalato il momento con foto e video, condividendoli poi sulla propria pagina Instagram con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: «La cosa più bella che ho visto negli ultimi giorni. ULTRAS 1912».
Il legame tra il giocatore e la città di Grosseto si era costruito nel corso di sei anni e mezzo di militanza in biancorosso, un arco di tempo durante il quale Cretella era diventato molto più di un semplice calciatore: un simbolo, un punto di riferimento, infine il capitano. Partite, salvezze sudate, promozioni e momenti difficili avevano forgiato un rapporto che evidentemente la malattia — e l'addio forzato al calcio — non ha scalfito.
L'abbandono del campo era arrivato proprio alla vigilia di una stagione che si sarebbe rivelata straordinaria per il club maremmano, attualmente impegnato in una cavalcata culminata nella promozione in Serie C. Una soddisfazione collettiva in cui Cretella avrebbe certamente avuto la sua parte, e che i tifosi sembrano voler condividere con lui anche a distanza, idealmente.
Il gesto degli ultras ha rapidamente guadagnato visibilità sui social network, diventando in poche ore un piccolo caso di cronaca sportiva e umana. Al di là del tifo, al di là dei risultati sul campo, resta il ritratto di una comunità che non dimentica chi ha indossato quella maglia con dedizione e onore. E un messaggio implicito, ma potente: certe partite si affrontano insieme, anche quando non si giocano in campo.