FIFA taglia 100 milioni dal budget dei Mondiali 2026: tensioni con le città USA e polemiche sui prezzi
La FIFA ha deciso di ridurre di 100 milioni di dollari il budget operativo per i Mondiali 2026, che si terranno tra Stati Uniti, Messico e Canada. La decisione, rivelata da The Athletic, arriva dopo l'annuncio dell'Iran di rinunciare alla partecipazione alla rassegna iridata e coinvolge tutti gli uffici organizzativi, compresa la sede centrale di Miami, chiamati a rivedere le spese con maggiore efficienza.
Solo a febbraio, in un'intervista rilasciata a CNBC, il presidente della FIFA Gianni Infantino aveva dichiarato aspettative di ricavi superiori agli 11 miliardi di dollari per questa edizione del torneo. Nel rapporto annuale 2024 dell'organizzazione, il budget previsto per il ciclo 2023-26 indicava spese operative per il Mondiale pari a 1,12 miliardi di dollari, con un budget complessivo di 3,756 miliardi che include premi alle squadre e operazioni televisive.
Il piano originale prevedeva investimenti sostanziosi in diverse aree: 280 milioni destinati ai servizi tecnici, 159 milioni per i trasporti, 145 milioni per la sicurezza e 79 milioni per la gestione degli ospiti. Secondo indiscrezioni, oltre alla riduzione del budget operativo, sarebbero state eliminate diverse posizioni legate a sicurezza, logistica, protezione e accessibilità. Fonti vicine alla vicenda suggeriscono inoltre che il taglio effettivo potrebbe essere superiore ai 100 milioni ufficialmente comunicati.
Un portavoce dell'organizzazione ha cercato di minimizzare la portata della decisione, sottolineando come si tratti di una prassi abituale: «La FIFA rivede costantemente l'efficienza dei budget per garantire che i costi siano controllati, in modo che il maggior numero possibile di ricavi possa essere investito nello sviluppo del calcio in tutto il mondo. Questo non dovrebbe sorprendere nessuno, poiché le revisioni dei budget vengono applicate regolarmente prima di tutti i nostri tornei ed eventi».
La motivazione principale dietro questa scelta sembrerebbe risiedere nell'impegno della FIFA di reinvestire almeno il 90% degli investimenti previsti per questo ciclo nello sviluppo del calcio globale. Nel budget 2023-26, l'organizzazione ha indicato investimenti totali per 12,9 miliardi di dollari, cifra comparabile ai ricavi stimati. La FIFA ha dichiarato l'intenzione di reinvestire 11,67 miliardi di dollari, oltre il 90% del totale, «per rafforzare significativamente lo sviluppo del calcio globale».
L'organizzazione dei Mondiali 2026 sta già affrontando severe critiche per la politica dei prezzi dei biglietti, i più costosi nella storia della competizione. Alcuni biglietti standard per le partite della fase a gironi raggiungono i 700 dollari, mentre un biglietto di categoria inferiore per la finale costa 8.680 dollari. La FIFA ha inoltre adottato un sistema di prezzi dinamici e trattiene una commissione del 15% su entrambe le parti coinvolte nelle rivendite effettuate attraverso la propria piattaforma ufficiale.
Le proteste si sono estese anche ai costi dei parcheggi: 225 dollari per un posto vicino al MetLife Stadium (tariffa applicata anche ai parcheggi per disabili) e fino a 300 dollari presso lo SoFi Stadium di Los Angeles. Una strategia commerciale aggressiva che sta suscitando malcontento tra i tifosi e sollevando interrogativi sull'accessibilità dell'evento.
Secondo gli accordi stipulati con gli enti organizzatori locali, la FIFA incassa i ricavi provenienti da biglietti, diritti televisivi, concessioni, sponsorizzazioni e parcheggi, mentre le città devono sostenere autonomamente i costi per sicurezza, protezione e tutela dell'ordine pubblico. In cambio di questo onere, la FIFA e le amministrazioni locali hanno spesso enfatizzato il presunto impatto economico positivo del torneo. Lo stesso Infantino ha citato uno studio secondo cui l'economia statunitense guadagnerebbe 30 miliardi di dollari dall'ospitare la manifestazione.
Tuttavia, questa ripartizione delle responsabilità sta generando crescenti tensioni. La FIFA è attualmente in trattativa con diverse città, tra cui Boston, riguardo alla responsabilità di assistere i tifosi nel raggiungere in sicurezza lo stadio dai parcheggi o dalle fermate del trasporto pubblico. La posizione della FIFA è che la sua responsabilità si limiti al perimetro dello stadio, mentre alcuni dirigenti comunali ritengono che l'organizzazione dovrebbe assumersi la responsabilità degli spettatori anche nelle immediate vicinanze degli impianti, o quantomeno condividere tale onere. Queste dispute comportano il rischio concreto di responsabilità legali e potenziali contenziosi futuri.
La situazione più critica si registra a Boston, dove il comitato organizzatore locale è ancora alla ricerca di 7,8 milioni di dollari per coprire i costi di sicurezza. La città di Foxborough ha chiarito di preferire la rinuncia alla licenza piuttosto che correre il rischio di dover sostenere quella cifra. Nonostante la FIFA sia il soggetto richiedente la licenza, l'accordo con Boston stabilisce che l'organizzazione non è responsabile dei costi di sicurezza pubblica, il che significa che il denaro deve provenire dai contribuenti locali o da donazioni private.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che, sebbene il Congresso abbia stanziato 625 milioni di dollari dal governo federale per contribuire ai costi di sicurezza del torneo, questi fondi non sono stati ancora erogati a causa dello shutdown parziale del governo che ha colpito il Department of Homeland Security.
Il quadro complessivo che emerge è quello di un'organizzazione determinata a massimizzare i profitti attraverso prezzi elevati e accordi favorevoli, mentre scarica sui contribuenti locali i costi operativi più gravosi, il tutto nel contesto di una riduzione del budget che solleva interrogativi sulla qualità e la sicurezza dell'evento sportivo più seguito al mondo.