Dalla polvere della Serie D alle stelle della Champions: la favola del Como in sette anni di pura magia
Il triplice fischio dello stadio "Zini" di Cremona, che ha sancito oero la vittoria per 2-1 del Como sulla Cremonese e la clamorosa qualificazione in Champions League, non è stato solo l'epilogo di una stagione straordinaria. È il rintocco finale di un orologio che ha misurato, negli ultimi sette anni, una delle scalate più incredibili, romantiche e folli della storia del calcio italiano e mondiale.
Chiudete gli occhi e riavvolgete il nastro. Torniamo al 2019. Dimenticate le luci abbaglianti di San Siro, le sfide con la Juventus, i 71 punti in Serie A. Sette anni fa, il Como era una nobile decaduta precipitata nell'inferno dei dilettanti. Dopo fallimenti e delusioni, la squadra lottava sui campi in terra e fango della Serie D, sfidando il Mantova in un girone infuocato per riconquistare almeno il professionismo. Sembrava una storia di provincia destinata a rimanere tale. Poi, la svolta.
Nell'aprile del 2019, la società viene rilevata dalla SENT Entertainment, emanazione della famiglia indonesiana Hartono, tra le più ricche al mondo. Da quel momento, sulle sponde del Lario, cambia tutto. Ma attenzione: non c'è stata l'immissione sconsiderata di petrodollari o acquisti faraonici senza senso. Il Como è stato costruito mattone dopo mattone.
Prima il ritorno in Serie C, poi la dura gavetta in Lega Pro superata nel 2021 con la promozione in cadetteria. In Serie B la dirigenza ha dimostrato la vera forza del progetto: consolidamento, pazienza e investimenti mirati sulle infrastrutture, sul brand e sulla solidità aziendale.
La vera scintilla che ha trasformato il Como in un fenomeno globale è stata l'intuizione di unire la bellezza mozzafiato del Lago di Como – meta ambita dal jet-set internazionale – a un progetto calcistico ambizioso. L'ingresso in società di leggende assolute come Thierry Henry e Cesc Fàbregas (prima giocatore, poi architetto tecnico della squadra) ha acceso i riflettori di tutto il mondo sul "Sinigaglia".
Il Como è diventato un brand internazionale, una squadra "cool", ma senza mai perdere di vista il rettangolo verde. La promozione in Serie A, attesa da oltre vent'anni, è stata solo il preludio al miracolo di questa stagione.
E arriviamo all'attualità. Una squadra neopromossa, o quasi, che si presenta ai nastri di partenza della Serie A con l'obiettivo di salvarsi e che, giornata dopo giornata, si trasforma in una macchina perfetta. Il Como ha espresso un calcio coraggioso, moderno, sfrontato. Ha guardato negli occhi le grandi storiche del nostro campionato senza mai sbattere le palpebre.
Lasciarsi alle spalle colossi come Milan e Juventus, blindando il quarto posto con 71 punti, è un'impresa che resterà scolpita negli annali del calcio. Dalla Serie D alla Champions League in poco più di 2500 giorni. Dai campi di provincia alle notti magiche in cui risuonerà la musichetta più famosa d'Europa.
Oggi Como non è solo il lago di George Clooney, delle ville storiche e dei turisti estasiati. Oggi Como è l'ombelico del calcio dei sogni, la prova vivente che con competenza, visione e passione, nessuna vetta è irraggiungibile. Preparate i passaporti, lariani: l'Europa vi aspetta.