Gragnano, nuovo ingresso nell'organigramma societario

di Davide Guardabascio
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Nuovo ingresso nell'organigramma societario del Gragnano che ha presentato Ilaria Sonnino come responsabile della storia e della cultura del club.

Prima tifosa e cittadina gragnanese, la Sonnino da quest’anno sarà dunque ancora più vicina alla squadra del suo paese. “Quando mi è stato chiesto di dare questo contributo alla squadra nemmeno ci credevo. Da qualche anno ho iniziato a dare il mio piccolo contributo spendendo qualche parola d’incoraggiamento ai nostri ragazzi alla vigilia dell’inizio della stagione. Questa mia fede si sposa perfettamente non solo con la mia storia accademica ma anche con la mia passione per la storia e la cultura delle origini del mio paese. Sono onorata di questa opportunità che mi è stata affidata, per questo ringrazio Andrea Ippolito che ha avuto l’idea ed il Presidente Martone che l’ha subito abbracciata. Coinvolgeremo nel nostro progetto tutti quelli che amano lo sport ed il Gragnano Calcio ma un grande obiettivo sarà quello di far appassionare tutti coloro che non hanno ancora memoria di una storia ricca di lustro“.

Ecco il commento del Presidente del sodalizio gragnanese, Vincenzo Martone, presente in piazza per le foto di rito. “Il 2019 sarà un anno importantissimo per noi. Ricorrerà infatti l’ottantesimo anno dalla nascita della prima squadra di Gragnano. Quale migliore occasione per ripercorrere la storia delle proprietà e delle squadre che si sono succedute lungo il corso degli anni. Alla Sonnino, in questo nuovo ruolo, auguro di mettere in risalto nel migliore dei modi personaggi ed eventi che hanno caratterizzato questi ottant’anni di calcio”.

Qualche parola è stata spesa anche da Andrea Ippolito, “Direttore del Marketing e Responsabile delle relazioni esterne”, che ha anche portato in visione uno dei kit gara celebrativi. “Era assolutamente necessario mettere in risalto con i fatti, e non soltanto con le parole, gli eventi che si sono susseguiti nel corso degli anni dentro e fuori dal campo da gioco. Abbiamo pensato ad una persona, in questo caso una sociologa, che curasse in modo appassionato e preciso la storia e la cultura del club. L’accrescimento della cultura sportiva all’interno delle organizzazioni a vocazione sportiva è decisiva perché porta all’abbattimento delle frizioni interne e genera il rispetto delle competenze“.


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