Castrovillari, De Simone: "Che emozioni col Rieti. Salto in Serie D? Difficile ma..."

di Massimo Poerio
Fonte: fabrizio frasca - cosenzachannel.it
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Testa, cuore, e piede. Stiamo parlando di Armando De Simone, nomo noto del nostro calcio, tornato quest’anno a Castrovillari, in Eccellenza, dopo la stagione trascorsa a Belvedere, in Promozione. Mancino naturale, classe 1986, talento purissimo. Il centrocampista rossonero si è prestato ai nostri microfoni per raccontarci la sua lunga carriera partendo però dalla fine e dal suo straordinario apporto realizzativo di questa stagione.

Ha già segnato 8 gol in questa stagione, il suo record personale. Come mai proprio adesso questo feeling con la porta avversaria?

“Sono un centrocampista offensivo e con il modulo del mister mi sento a mio agio. Spesso mi trovo al centro dell’azione e riesco a concludere in porta con più frequenza. Certo, quest’anno sono vicinissimo alla doppia cifra e spero di raggiungere questo traguardo. Ma non è la prima volta che accada di segnare così tanto. La vena realizzativa è nel mio sangue da sempre”.

Campionato fantastico del Castrovillari che pecca soltanto per la sconfitta contro l’Amantea, nel girone di andata. Considerato che ormai il Locri sembra irraggiungibile, quante possibilità di sono per il Castrovillari di ripetere la fantastica cavalcata di due anni nei play-off, culminata con la promozione in Serie D dopo la finale contro la Sancataldese?

“Sicuramente la squadra, rispetto a due anni fa, è molto diversa. Sappiamo di essere una formazione forte e un grande gruppo ma sarà difficile facile ripetersi perché la competitività delle squadre è aumentata. Sarebbe un’enorme soddisfazione per noi e soprattutto una gioia immensa per i nostri tifosi che ci sostengono in ogni partita, dimostrando un grande amore per questi colori. Nei nostri campionati è difficile trovare così tanto calore da parte del pubblico. Castrovillari è una piacevolissima eccezione”.

Al Sud è molto difficile farsi notare a questi livelli. Molto spesso nascono dei campioni che non vengono seguiti per mancanza di osservatori. Lei cosa cambierebbe per rendere queste categorie minori una rampa di lancio per i più giovani?

“Intanto vi do ragione. Mi ritengo molto fortunato perché gioco vicino casa. Purtroppo per mancanza di strutture le qualità di giovani molto promettenti vengono soppresse. Sono diventato quello che sono perché ho fatto molta esperienza al Nord. Quando avevo 15 anni ho fatto due anni al Genoa, poi sono passato all’Arezzo, a Foligno, per sei anni ho giocato nel Rieti. Ho toccato con mano ambienti che qui al meridione è complicato trovare. Ma come detto prima, Castrovillari è una realtà fantastica”.

Insomma, hai girato in lungo e in largo l’Italia. Rimpianti per non aver sfondato nel calcio che conta?

“Non ho rimpianti particolari ma penso che tutto quello che ho fatto mi è servito per fare esperienza, crescendo sia caratterialmente come persona, che tecnicamente come calciatore. Rifarei la stessa carriera senza problemi”.

Quale di queste squadre l’ha fatta emozionare di più per calore del pubblico, per qualche gol decisivo e per le soddisfazioni che si è tolto?

“Dico Rieti e Castrovillari. La prima, perché, come detto, ci sono stato 6 anni. Ed un periodo così lungo calcisticamente, non si dimentica facilmente. Da quelle parti ho lasciato numerosi amici, senza dimenticare la soddisfazione per aver alzato al cielo la Coppa Italia. A Castrovillari invece mi sento a casa. Nonostante io sia di Rossano, la gente qui mi fa sentire come se fossi uno di loro. Sono molto fiero di questo e di indossare una maglia così importante”.


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